Roma, 30 mar – “L’obiettivo della stabilizzazione politica della Libia è oggi condiviso. Non è una posizione italiana, ma quella di tutta la comunità internazionale, sancita dall’ultima risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Bisogna perseguirlo tenendo conto che il tempo non è illimitato. La mancanza di risultati nel percorso negoziale potrebbe far abbandonare questa impostazione”. Lo afferma il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in un’intervista al Corriere della Sera. E aggiunge: “Non abbiamo mai negato la necessità del contrasto al terrorismo, solo che applicato alla Libia come unica opzione oggi rischierebbe di essere controproducente. Ricordo che ci sono 5 mila combattenti di Daesh, ma 200 mila tra quelli delle milizie locali e islamiche, molti dei quali potrebbero trasferirsi nelle file jihadiste. Oggi Daesh è vista soprattutto come una presenza straniera, combattuta da forze libiche. Il pericolo è di alimentare l’acqua nella quale nuotano con un’azione esclusivamente militare”.