Roma, 30 mar – “C’è un solo punto in comune tra il caso Regeni e il caso Calipari: la ragion di Stato”, “trovo che, nel caso Regeni, la pressione del governo italiano e le aperture che oggi sembrano essere state fatte dall’Egitto sulla possibilità di consegnare i documenti alla polizia italiana, siano un passo in avanti”. Lo ha detto ad Agorà (RaiTre) Rosa Calipari, deputata del Pd e vedova di Nicola Calipari, l’agente dei servizi segreti militari italiani che fu ucciso nel 2005 da soldati statunitensi mentre stava scortando la giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena (appena liberata) all’aeroporto di Baghdad, in Iraq. “Siamo di fronte a due Paesi alleati nella coalizione contro Daesh: l’Italia e l’Egitto – ha spiegato Calipari -. E’ una partnership meno forte rispetto a quella Italia-Usa, ma la vicenda ha coinvolto una famiglia come coinvolse la mia. Il presidente egiziano, come ho pensato leggendo la sua intervista su la Repubblica, mi sembra sia reso conto che per salvare l’alleanza con l’Italia fosse necessario offrire una collaborazione molto forte sul piano giudiziario e, allo stesso tempo, cercare di trovare una verità. Questo mi aveva dato un segnale di differenza importante da parte di Al-Sisi, perché non sentii mai parlare George Bush del caso Calipari sui giornali italiani”,