L’Italia è pronta a intervenire a tutela del patrimonio culturale minacciato o devastato dal terrorismo. In particolare, il nostro Paese è pronto, con la task force Unite4Heritage, a intervenire a Palmira, recentemente liberata. “Aspettiamo una chiamata dall’Unesco” ha spiegato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, ma l’Italia c’è e come prevede “il memorandum firmato alcune settimane fa”, c’è la possibilità che “i caschi blu della cultura agiscano in situazioni di crisi come quella a Palmira”. Una “chiamata di pace e cultura” specifica il titolare della Farnesina che questa mattina ha incontrato il nuovo presidente della Commissione nazionale italiana dell’Unesco, Franco Bernabè. Sul sito archeologico liberato, ha spiegato Gentiloni, l’agenzia dell’Onu sta facendo “altri sopralluoghi attraverso la sua sede di Beirut per verificare lo stato delle esigenze”. Bernabè, nella sua nuova veste di presidente della Commissione, ha presentato le linee guida del suo incarico, che prende “con estrema serietà e attenzione – ha specificato – in funzione non tanto della valorizzazione del passato ma della costruzione del patrimonio del futuro”.
Sulla scia del lavoro che l’Italia sta facendo per valorizzare la dimensione culturale della propria politica estera, “il rapporto con l’Unesco è molto importante”, ha sottolineato il ministro degli Esteri ricordando che “l’Italia vanta alcuni primati di cui essere orgogliosi, come il maggior numero di siti patrimonio dell’Umanità: sono 51”. Una leadership riconosciuta che fa dell’Italia una “superpotenza culturale” ha continuato Gentiloni che passa poi a specificare le finalità della Commissione presieduta da Bernabè. Due gli obiettivi principali: “coordinare la selezione di proposte che il governo avanza all’Unesco sia per i siti patrimonio dell’umanità sia per altri riconoscimenti” e quello di seguire “la missione educativa sulle tematiche care all’Unesco come la difesa del patrimonio a livello internazionale e in Italia”. Una sfida, quella di far conoscere la missione educativa dell’Unesco, diventata sempre più importante per la necessità di “difendere questo patrimonio dall’insidia del terrorismo, che considera la cultura un bersaglio intenzionale”. Anche su questo aspetto di educazione si dispiega l’attività della Commissione nazionale italiana per l’Unesco. (4 apr – Sip)
