“Noi siamo diversi dagli altri, noi non siamo quelli del legittimo impedimento ma siamo quelli che vogliono che si facciano le sentenze e veloci”: nel giorno in cui il ministro Maria Elena Boschi è stata ascoltata in qualità di persona informata sui fatti nell’ambito dell’inchiesta legata a Tempa Rossa, il premier Matteo Renzi interviene in una Direzione del Pd dominata dal caso che ha portato la scorsa settimana alle dimissioni del ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi. Una direzione in cui Renzi non lesina una stoccata a chi sta conducendo l’inchiesta, “ci sono indagini della magistratura a Potenza con la cadenza delle Olimpiadi” e “non si è mai arrivati a sentenza”, mentre “un Paese civile è un Paese che va a sentenza”. Per quanto concerne la vicenda dell’emendamento legato a Tempa Rossa, il presidente del Consiglio ricorda come l’opera fosse stata individuata nel 1989 e sottolinea che “lo scandalo non è l’emendamento approvato ma che per 27 anni sono state buttate via occasioni”. “Il governo delle lobby lo dicano a qualcun altro” aggiunge il premier, “chiedo alla magistratura di essere inflessibile nel beccare i ladri e mandarli in galera e noi saremo in prima fila perché si faccia pulizia”. Renzi si dice pronto a una legge sul conflitto d’interessi e afferma perentoriamente: “Se è reato sbloccare le opere pubbliche io sono quello che sta commettendo reato. Per mia cultura giuridica commette un reato chi infrange il codice penale, non chi utilizza il diritto parlamentare”. “Mandiamo via l’Eni dalla Basilicata, la Fiat da Melfi?” ma la “decrescita felice” è “felice solo per chi ha un posto e una rendita” avverte Renzi, che chiede alla platea democratica: “Vogliamo cedere alla cultura per cui chi crea ricchezza è cattivo, brutto e va allontanato?”.
“ASTENSIONE SACROSANTA”. Passando poi al referendum sulle trivellazioni in mare, il presidente del Consiglio difende la scelta di puntare sull’astensione, definendola una posizione “sacrosanta e legittima”, sottolineando: “Chi oggi è favorevole a che si possano bloccare le concessioni fa bene a votare sì, chi non lo è perché pensa come me che sia uno spreco di energia può votare no ma ha tutto il diritto di non andare a votare perché il quorum non si raggiunga”. Anche se, assicura il premier-segretario, “non ci saranno abiure e scomuniche verso chi ha un’altra posizione”. Poi Renzi va all’attacco delle altre forze politiche: “In questa campagna referendaria sono state usate contro di me immagini offensive e insultanti, mi prendo tutto ma non accetterò mai l’idea di essere come gli altri”, perché “qui c’è chi crede che la politica sia una cosa bella, non l’indegno e demagogico qualunquismo di M5S E Lega”. E – minaccia il premier – “chi sostiene che il Pd ha preso tangenti dai petrolieri risponderà in sede penale e civile”.
CUPERLO: “NON SEI UN LEADER”. Dalla minoranza dem, però, arriva l’affondo di Gianni Cuperlo: “Matteo io penso che tu sia una persona profondamente onesta e appassionata della politica – afferma – ma non ti stai mostrando in questa fase all’altezza del ruolo che ricopri, non stai mostrando la statura del leader anche se a volte purtroppo coltivi l’arroganza dei capi” e “questo purtroppo può fare il danno del Pd”. Duro anche Roberto Speranza, che definisce la segreteria di Renzi “del tutto insufficiente”, aggiungendo che sul caso Tempa Rossa “non bastano forse solo le dimissioni del ministro” ma “bisogna capire fino in fondo il ruolo delle istituzioni a tutti i livelli”. E sul referendum, sottolinea Speranza, “il Pd sbaglia a dire astensione”.
(Red – 4 apr)