Roma, 8 apr – Una sfida, lanciata da Cesvi, per sostenere le cliniche mobili dell’organizzazione in Myanmar, dove l’organizzazione umanitaria bergamasca opera dal 2007. Tre scooter, un medico, un infermiere e un assistente ogni giorno partono dall’ufficio Cesvi, nel centro dello Stato dello Shan, e raggiungono uno degli 830 villaggi delle aree del Northern Shan e del Sud Kachin per curare i casi di malaria, tubercolosi e di altre malattie. Un impegno che ora sarà sostenuto da #LaCaricaCheHaiDentro che si tiene domenica, in occasione della 22.ma edizione della Maratona di Roma. Migidio Bourifa, 4 volte Campione Italiano di Maratona e testimonial Cesvi, prenderà parte alla Maratona in un modo del tutto speciale: partirà per ultimo e, per ogni partecipante che riuscirà a superare, lo sponsor Duracell donerà l’equivalente di 20 chilometri di “energia” al progetto del Cesvi in Myanmar. Duracell sostiene il progetto anche attraverso una maratona virtuale di solidarietà: fino al 31 maggio, per ogni persona che condividerà sul proprio profilo social (Facebook, Instagram e Twitter) una fotografia che ritrae la sua personale rappresentazione de “La carica che hai dentro” con gli hashtag #LaCaricaCheHaiDentro #Duracell, l’azienda farà una donazione dell’equivalente di 1 chilometro alle cliniche mobili di Cesvi. Inoltre, fino al 30 giugno, per ogni confezione di batterie Duracell Ultra Power, l’azienda donerà un ulteriore chilometro al progetto. “La corsa è in sé una sfida: con se stessi, con il tempo, con i propri obiettivi. E questa volta il mio traguardo sarà solidale. Grazie al supporto di Duracell, Cesvi potrà curare per 12 mesi i beneficiari di centinaia di villaggi, coprendo una popolazione di circa 230.000 persone. Perché correre vuol dire anche unire le forze, impegnarsi affinché ognuno faccia la propria parte e possa dare una mano” dichiara Bourifa. La maggioranza degli abitanti delle aree rurali del Myanmar appartiene a minoranze etniche. Nelle zone collinari in cui risiedono, la mancanza di conoscenze sanitarie, le scarse condizioni igieniche, la diffusione della malaria e la povertà causano alti tassi di mortalità infantile. Inoltre, i villaggi remoti del Northern Shan e del Sud Kachin non sono raggiunti dal servizio sanitario: si tratta di aree rurali dove il supporto del governo centrale non arriva.
(red)