Dal 20 aprile all’8 maggio al Teatro Argentina Federico Tiezzi firma la regia del Calderón, tragedia in versi scritta da Pier Paolo Pasolini nel 1967 e pubblicata nel 1973, una produzione Teatro di Roma e Fondazione Teatro della Toscana. Ritenuta da Pasolini stesso una delle sue “più sicure riuscite formali”, Calderón, si ispira al capolavoro del grande tragediografo spagnolo del “Siglo de Oro” Pedro Calderón de la Barca (1600-1681), La vida es sueño. Non mutano i nomi dei personaggi centrali – Basilio, Sigismondo e Rosaura – mentre molto diverse sono situazione, trama, ambientazione. Siamo nella Spagna franchista del 1967. Rosaura fa tre sogni successivi, ognuno in un ambiente diverso – aristocratico, proletario, medio borghese – a significare l’impossibilità, per tutti, di evadere dalla propria condizione sociale. Il cast vede la partecipazione straordinaria di Francesca Benedett nel ruolo di Doña Lupe, che rappresenta l’emblema totale del potere “la borghesia” e riassume in se tutte le peggiori prerogative di dominio e corruzione. Infatti l’intenso cammeo dell’attrice porta a far emergere le latenti perversioni che sono in ognuno di noi. Francesca Benedetti nella prossima stagione proseguirà il suo percorso su Pasolini con lo spettacolo teatrale”L’indecenza e la forma ” ispirato a Salò/Sade scritto da Giuseppe Manfredi regia di Marco Carniti che andrà in scena al teatro India.
ELISEO, LUCIA ANNUNZIATA PROCESSA IL POTERE
Roma, 15 apr – Che cosa è il potere? Chi lo esercita davvero ai nostri giorni? E come? Da queste semplici domande prende il via il ciclo di incontri Processo al potere, curato e condotto da Lucia Annunziata e ideato da Editori Laterza in collaborazione con il Teatro Eliseo. Tutti i mercoledì di maggio, alle ore 19, due ospiti di eccezione discuteranno di una figura che al giorno d’oggi incarna il potere. “Il Potere – riflette Lucia Annunziata – è sempre lo stesso, ed è sempre diverso. Esercizio di forza o di consenso (Max Weber), relazione giuridica (Raymond Aron) o di sottomissione, elemento evolutivo della costruzione umana o forza naturale “che tutto permea” (Ralph Waldo Emerson). In tutti questi suoi modi si è appalesato in forme diverse, intrecciato alla stessa storia umana. Perché della storia umana è il centro e il motore”. Otto personaggi, scelti come narratori, analisti e giudici – essi stessi parte del cambiamento in diversi ruoli e in diverse attività pubbliche – si misureranno con il potere, addentrandosi nelle pratiche visibili, e non, del suo esercizio. Mercoledì 4 maggio: primo incontro dedicato al potere religioso e alla figura di Jorge Mario Bergoglio. Ospiti della serata Mons. Nunzio Galantino, segretario generale della CEI, ed Eugenio Scalfari, scrittore, giornalista e fondatore del quotidiano “la Repubblica”.
UNA PAZZA VACANZA PER OPPINI E MILO
Roma, 15 apr – Debutta in prima nazionale il prossimo 4 maggio al Teatro degli Audaci di Roma, dove rimarrà in scena fino al 22, Una pazza vacanza: la nuova frizzante commedia firmata da Luca Giacomozzi e con la regia di Claudio Insegno. Sul palco del Teatro degli Audaci, due grandi presenze del teatro e del cinema italiano: da un lato Sandra Milo e, dall’altro, Franco Oppini. Sono loro la folle scintilla di questa commedia degli equivoci scritta da Giacomozzi dopo il successo avuto nella scorsa stagione con Tutti a Bordo. Max, Filippo, Simona e Carla, dopo anni di rinunce e di estati trascorse in città, sono pronti a partire per la loro vacanza da sogno: le Maldive li aspettano e tutto è pronto per la partenza… l’arrivo improvviso di Marisa (Sandra Milo) e di Pedro (Franco Oppini), però, ribalterà la situazione trasformando la vacanza esotica in una “pazza vacanza”, con il supporto di un vicino di casa imbranato e di una tassista piuttosto invadente. Fraintendimenti, gag e colpi di scena si susseguono uno dopo l’altro per due ore di risate garantite, sotto la regia di Insegno, da un cast giovane e di talento che vede sul palco Andrea Dianetti (ex di Amici di Maria De Filippi), Roberta De Roberto (doppiatrice di successo in Grey’s Anatomy, Castle, Gossip Girl, The Big Bang Theory), Martina Zuccarello (Tutti a bordo), Francesca Pausilli (Ti scoccia se ti chiamo Amore?), Claudio Scaramuzzino (Ho imparato a sognare) e Luca Paniconi (Non è come sembra, Le Belle Notti).
ROMA, LA GINESTRA IN ‘MI HANNO RIMASTO SOLO’
Roma, 15 apr – Michele La Ginestra sarà il protagonista – al Teatro della Cometa di Roma dal 21 aprile all’8 maggio – dell’esilarante “Mi hanno rimasto solo”, scritto, diretto e interpretato da Michele La Ginestra, e con Alessia Lineri, Irene Morelli, Alessandra Fineo. Al pianoforte Paolo Tagliapietra. In “Mi hanno rimasto solo” Michele La Ginestra gioca con un palcoscenico vuoto e racconta al Teatro il suo sogno: poter interpretare ogni sera un personaggio diverso. Il Teatro lo ascolta e decide di diventare suo complice; apre il cassetto dei ricordi e gli fa trovare testi, costumi, musiche, per realizzare il suo spettacolo. Da un omaggio ad Ettore Petrolini dei primi del ‘900, comincia questa “cavalcata” teatrale fatta di pezzi inediti e filastrocche… L’accompagnamento musicale, con brani interpretati dal vivo da un trio di grande qualità e dall’estro del Maestro Paolo Tagliapietra al pianoforte, completa l’opera. “Mi hanno rimasto solo” non è solo un one man show, ma uno spettacolo coinvolgente, che vuole regalare grandi risate, sorrisi, spensieratezza a chi ha deciso di passare una serata “con” il Teatro.
ASPETTANDO GODOT AL GHIONE DI ROMA
Considerato dall’unanimità della critica il lavoro teatrale più bello e significativo di tutto il Novecento, Aspettando Godot è divenuto, nel dire comune, sinonimico di una situazione in cui si aspetta l’avverarsi di un avvenimento imminente ma che in realtà non accade mai e in cui, di solito, chi attende non fa nulla affinché questo possa realizzarsi. Dal 19 al 30 aprile, Pietro De Silva nei panni di Vladimiro, Felice della Corte in quelli di Estragone, Riccardo Barbera (Pozzo), Roberto Della Casa (Lucky) e Francesca Cannizzo (Ragazzo) sono in scena al Teatro Ghione di Roma, diretti da Claudio Boccaccini. Il capolavoro di Samuel Beckett, che si dipana in un’immobilità solo apparente, è intriso di una comicità graffiante, surreale, a tratti irresistibile. Il tempo sembra immobile, eppure tutto scorre. I protagonisti, ignari e ingenui ultimi sopravvissuti, pur nella loro essenziale ripetitività, ci raccontano con leggerezza quasi impalpabile il senso profondo della vita. Facendoci riflettere e ridere ci pongono continuamente di fronte al grande circo dell’esistenza umana. Tutta la programmazione sarà accessibile anche a spettatori non vedenti e sordi che, grazie al Teatro Ghione, possono, da alcuni anni, vivere l’esperienza del teatro.