“Le partenze di italiani dal nostro Paese sono aumentate del 50% negli ultimi dieci anni. A differenza dei migranti del passato, chi parte oggi conosce molto più spesso di allora l’estero perché vi ha studiato, o semplicemente per turismo. Importante è il movimento di professionisti e ricercatori, ma numerosi sono oggi come allora coloro che si recano all’estero per cercarvi un futuro migliore senza possedere una specifica esperienza professionale”. Lo ha sottolineato Cristina Ravaglia, Direttore Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale intervenendo oggi pomeriggio a Roma, nell’Auditorium “V. Bachelet” – The Church Palace – alla presentazione del volume “Giovani italiani in Australia. Un ‘viaggio’ da temporaneo a permanente”, promosso dalla Fondazione Migrantes, organismo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana ed edito da Tau. “Gli Uffici della rete diplomatico consolare italiana, insieme ai diversi organismi legati alla presenza di nostre comunità all’estero e anche attraverso il supporto dei mezzi informativi e informatici, stanno da tempo adoperandosi per fornire informazioni sulle opportunità di lavoro, sulla normativa fiscale e su altri aspetti logistici dei Paesi di accoglienza per facilitarvi l’insediamento dei nuovi migranti” ha continuato Ravaglia.
A LAVORO PER LA TUTELA DEI NUOVI MIGRANTI – “L’Australia – ha sottolineato Ravaglia – è una delle destinazioni extraeuropee di maggiore attrazione per i nostri migranti, molti dei quali vi giungono con il visto vacanze lavoro (più di trentamila negli ultimi tre anni). Alcuni di loro hanno incontrato problemi anche gravi a seguito dei quali, grazie alla mobilitazione dei nostri Uffici diplomatico consolari e di vari attori della comunità italiana residente, le Autorità australiane sono state indotte a valutare la possibilità di adottare iniziative specifiche per la tutela dei nostri connazionali”. “E’ possibile – ha aggiunto – che molti di loro resteranno in Australia dove acquisiranno probabilmente uno spazio speciale nel quadro della Comunità italiana nel Paese, tradizionalmente costituita dai migranti che vi si sono stabiliti in passato e dai loro figli, italo australiani a pieno titolo”. (PO / Red – 19 apr)