(20 aprile 2016) Nell’ambito dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York sarà consegnato ed accolto un decalogo che impegna tutti i medici a curare il dolore dei propri pazienti e a farsi carico della sofferenza, fisica e morale, causata dal dolore stesso. È un vero e proprio “Impegno” quello che il professor Guido Fanelli, ordinario di anestesia e rianimazione dell’Università di Parma, e padre della storica Legge 38 del 2010 contro il dolore, ha promosso presso tutti i medici italiani. Lo stesso Fanelli consegnerà oggi “L’Impegno contro il dolore, il manifesto dei medici italiani” all’Assemblea delle Nazioni Unite, convocata in seduta straordinaria, dal 19 al 22 aprile, per discutere una strategia globale capace di favorire in tutto il mondo l’uguaglianza nell’accesso alla terapia del dolore. Visto l’argomento all’ordine del giorno, l’ONU ha ritenuto infatti di invitare il professor Fanelli come “expert discussant”, alla luce dei suoi meriti e della sua fama internazionale per aver promosso in Italia la più avanzata e lungimirante normativa al mondo nel campo delle cure antalgiche. E ancora una volta i medici italiani, guidati dal professor Fanelli, Presidente del Comitato Promotore dell’“Impegno” hanno risposto con un documento lungimirante, con il quale si obbligano tutti, in scienza e coscienza, a prendersi cura concretamente del dolore fisico e morale dei propri pazienti. Un impegno che trascende la dimensione clinica e sanitaria e abbraccia la sfera umanitaria ed etica: non a caso, lo stesso “Impegno dei medici italiani” sarà consegnato sempre nella giornata di oggi, da un terapista del dolore delegato dal professor Fanelli, anche a Papa Francesco. (red)
