New York, 20 apr – “Forte della nuova Agenzia per la cooperazione allo sviluppo che
ha iniziato ad operare a partire dal primo di gennaio e di un importante istituto di
finanza pubblica, la Cassa Depositi e Prestiti che presto agirà come la Banca
italiana per lo sviluppo internazionale, il sistema della Cooperazione italiana
presterà particolare attenzione ai paesi più vulnerabili (Lcds, Sids, Stati fragili), al nesso fondamentale tra migrazione e sviluppo, la parità di genere e l’empowerment, lo sviluppo agricolo e delle Pmi nelle aree rurali”. Lo ha detto il Direttore generale della Cooperazione italiana, Giampaolo Cantini, a New York per il Forum sui finanziamentio per lo sviluppo (Ffd), un dibattito organizzato sotto gli auspici dell’Ecosoc che prende le mosse dall’Agenda d’azione di Addis Abeba approvata lo scorso luglio nella capitale etiope durante un evento di alto livello cui hanno partecipato leader mondiali tra cui, per l’Italia, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi. “L’Italia è convinta che occorra passare più rapidamente dalla ‘cornice’ al ‘processo’ e alla ‘sostanza’. Possiamo farlo concentrandoci su un ‘programma di lavoro’ nell’ambito del Forum Ffd, che possa a contribuire, in futuro, di rendere il ‘documento finale’ più mirato e sostanziale”, ha detto Cantini ricordando che il Paese è più che disposto a fare la sua parte. Il Direttore generale ha osservato che dopo Addis Abeba il governo e il Parlamento hanno approvato un aumento sostanziale dell’aiuto pubblico allo sviluppo. L’aumento sarà raddoppiato nel 2017 e triplicato nel 2018. Inoltre, come riportato dall’Ocse la settimana scorsa, l’Italia è tra i paesi con il più grande aumento di aiuto pubblico allo sviluppo nel 2015, con una parte notevole che va ai Paesi meno sviluppati. Tutto questo, associato agli impegni presi in relazione all’accordo di Parigi sul clima che prevede una mobilitazione globale di 100 miliardi di dollari all’anno entro il 2020. (Com)