Roma, 27 apr – “Cos’abbiamo in comune? Siamo entrambi politicamente scorretti”. Lo afferma Matteo Salvini, in una intervista alla Stampa, dopo il suo incontro con Donald Trump in Pennsylvania. E spiega di ammirare del milionario candidato Usa alla presidenza “la schiettezza. Dice quello che pensa. E può farlo perché non prende un dollaro dai banchieri, dai petrolieri, dalle lobby. Quando sarà presidente, non dovrà restituire favori che non ha ricevuto. La sua vittoria sarebbe una ventata di onestà”, “se la può giocare. Solo qui in Pennsylvania ci sono 60 mila elettori già registrati alle primarie democratiche che si sono iscritti a quelle repubblicane. E poi Trump sta portando a votare gente che normalmente non lo faceva. Ieri sono andato in un seggio repubblicano. Arrivavano elettori che dicevano di non aver mai votato in precedenza”, “i sondaggi non sono il vangelo. Per molti elettori Hillary Clinton rappresenta il vecchio: la vecchia politica, i vecchi potentati, le vecchie élite”. Trump in Italia sarebbe Salvini o Berlusconi? “Diciamo che sicuramente non sarebbe Renzi”. Come si concilia la sua ammirazione per Trump con la sua amicizia per Putin? “Lo stesso Trump dice che con la Russia si devono avere rapporti puliti e onesti. Patti chiari per scambi culturali e commerciali. Altro che le assurde sanzioni di Bruxelles”. E conclude: “A me il look di Trump piace moltissimo. Lo trovo giovane, disinvolto e nel complesso molto elegante”, “ma si sa che io non sono molto attento all’eleganza”.
(red)
