“L’ipotesi di chiudere il Brennero è sfacciatamente contro le regole europee, oltre che contro la storia, contro la logica e contro il futuro”: lo scrive il premier Matteo Renzi nella sua Enews, sottolineando che “la questione migratoria è come sempre molto complicata ma gli annunci esagerati dei giorni scorsi vanno ricalibrati: nei primi quattro mesi dell’anno il numero dei migranti arrivato in Italia è inferiore a quello del 2014 e sostanzialmente uguale a quello del 2015. Si tratta di uno sforzo impegnativo per il nostro Paese, che continua a cercare di salvare vite umane in mare, ma con numeri che sono più bassi di quelli che vengono riportati dagli allarmi internazionali”. In un’intervista al quotidiano austriaco Die Presse, anche il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha posto un altolà alle scelte di Vienna, confidando nel fatto che il governo austriaco “non prenda decisioni unilaterali”.
IL PROGETTO. Eppure, il progetto di chiusura ai migranti del confine tra Austria e Italia va avanti. Oggi sono arrivati nuovi dettagli nel corso del vertice tra le forze dell’ordine di Italia, Austria e Germania: “Se sarà necessario saranno inviati al Passo del Brennero anche i soldati. Questa decisione spetta comunque al ministro della Difesa” ha detto il capo della polizia Tirolese Helmut Tomac; i controlli dovrebbero scattare dal primo giugno su autostrada (quattro corsie separate e limite di velocità a 30 km all’ora per consentire controlli personali e a vista), strada statale e ferrovia, prevedendo l’impiego di 250 agenti. Inoltre, l’Austria chiede di poter effettuare i controlli sui treni e su strada già in territorio italiano. Tomac ha spiegato che la costruzione della barriera (di 370 metri, non in filo spinato) dipende dall’Italia, dalla volontà di quest’ultima di realizzare zone cuscinetto e strutture di assistenza: decisivo si prospetta l’imminente incontro tra il ministro dell’Interno Angelino Alfano e l’omologo austriaco Wolfgang Sobotka.
FATTORE HOFER. Politicamente, infine, l’ipotesi di un’Austria “blindata” rischia di rafforzarsi ancora di più con una vittoria dell’estrema destra alle elezioni presidenziali: “Non sono certo felice del blocco sul Brennero: ma finché le frontiere esterne della zona Schengen non funzionano, dobbiamo mettere in sicurezza i nostri confini nazionali. Spero che sia solo una misura temporanea e di poter arrivare in fretta ad una situazione in cui l’area di Schengen sia sicura” afferma in un’intervista al Corriere della Sera il candidato presidenziale del Partito della libertà (Fpoe) Norbert Hofer, trionfatore al primo turno con oltre il 35% delle preferenze. “Se l’Italia non ce la fa da sola – aggiunge Hofer – dobbiamo rafforzare Frontex, le devono essere dati gli uomini necessari. Ma senza questa messa in sicurezza di venta impossibile aprire i confini interni all’Europa. La promessa dell’intesa europea d’altronde era: facciamo funzionare le frontiere esterne, così non abbiamo più bisogno di quelle interne”. (Roc – 27 apr)
