Vladivostok, 28 apr – Riccardo Valentini, docente all’Università della Tuscia insignito nel 2007 del Premio Nobel per la Pace insieme ad altri scienziati del Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC), per le ricerche relative ai cambiamenti climatici, da marzo dirige un nuovo laboratorio che studia i rischi e le opportunità del riscaldamento globale presso la Fefu (Far eastern federal university) dell’università di Vladivostok. Il Premio Nobel conosce bene il territorio della Federazione: è stato infatti il primo scienziato europeo a condurre ricerche sulle foreste lungo il fiume Enisej e ha insegnato all’Università agraria di Mosca. La regione boreale di cui si occupa oggi è composta di foreste, steppe, zone umide, tundra che, con il cambio climatico, si trovano in una situazione nuova. Il laboratorio diretto da Valentini avrà il compito di fornire scenari utili per la salvaguardia dell’ambiente e lo sviluppo dell’agricoltura che, proprio grazie ai cambiamenti climatici, può diventare un settore strategico che consentirebbe alla Russia di diversificare la propria economia. Processo che può rientrare nell’accordo di Parigi sul clima che la Russia ha firmato e che ha fissato nuovi livelli di riduzione per le emissioni di gas serra, che include il ruolo attivo della vegetazione nel catturare l’anidride carbonica. Da Vladivostok, Valentini ha avviato anche collaborazioni con altri centri di ricerca: la prima, in Italia, col Centro euro-mediterraneo sui Cambiamenti climatici, un consorzio di università e centri di ricerca che si occupano di cambiamenti e scenari climatici. (Gnk)