Roma, 5 mag – “Il nostro Paese da sempre ha posto la difesa della libertà religiosa e delle minoranze al centro della propria azione di politica estera, tanto nei rapporti bilaterali quanto nei contesti multilaterali, fra cui Unione europea, Nazioni Unite e Consiglio d’Europa. Un’azione che si espleta nel dialogo politico con altri Paesi e interventi anche su casi specifici di persecuzione di cristiani e appartenenti a minoranze; e progetti di cooperazione allo sviluppo in favore della libertà religiosa, della tutela del patrimonio storico e culturale e della vita quotidiana delle comunità religiose ed etniche minoritarie”. Lo ha affermato il presidente del Senato Pietro Grasso intervenendo oggi, alla Sala Koch, all’incontro “Libertà religiosa, diritti umani, globalizzazione” a cui hanno partecipato Giuliano Amato, Carlo Cardia ed il cardinale Pietro Parolin. E riferendo di una sua recente visita in Iraq ha ribadito la necessità di rivedere le “carta d’identità nazionale” che impone ai figli minori di seguire la conversione all’Islam di uno dei genitori, anche a prescindere dalle convinzioni dell’altro genitore e dall’affidamento parentale “perché credo che norme di questo genere dividano invece di unire i popoli, e non sono premesse utili alla riconciliazione nazionale, all’armonia delle confessioni e delle etnie, e alla pace e sviluppo di quel Paese”. Grasso ha anche ricordato l’“impegno instancabile” profuso da Papa Bergoglio alla difesa della libertà religiosa per il quale “è imprescindibile nello Stato di diritto, è la libertà delle libertà”.
(red)