Roma, 10 mag – L’Università di Udine è protagonista di una sezione della mostra “Rinascere dalla bellezza” al Maxxi di Roma, che testimonia il lavoro di tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico e artistico dell’Iraq svolto dall’Italia dal 2003 a oggi. Un percorso multimediale – organizzato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, insieme alla Direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo del ministero degli Affari esteri in collaborazione con il museo romano – tra immagini e video inediti, sonorizzazioni, animazioni 3D e ologrammi accessibile a tutti: cittadini, turisti e studiosi. La mostra, aperta fino al 22 maggio, farà poi tappa all’Unesco a Parigi. La sezione dedicata all’ateneo udinese, intitolata “Il domani condiviso”, testimonia l’attività svolta dagli archeologi friulani nel Kurdistan iracheno con il progetto “Terra di Ninive” iniziato nel 2012 e sostenuto dal ministero degli Affari esteri, la Regione Friuli Venezia Giulia e dalla Fondazione Crup. Progetto che ha portato alla documentazione, conservazione e valorizzazione del sistema idraulico dell’acquedotto del re assiro Sennacherib, con la scoperta in particolare di oltre 800 nuovi siti di straordinario interesse archeologico e culturale e di 6 nuovi bassorilievi; alla documentazione per l’ingresso nella “Tentative List” dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco e alla formazione delle risorse umane locali. “L’acquedotto di Sennacherib – sottolinea Daniele Morandi Bonacossi, direttore del progetto ‘Terra di Ninive’ – è una delle più grandi opere architettoniche della civiltà assira”. Oltre 240 km di canali che portavano acqua all’antica capitale di Ninive, l’odierna Mosul, e alle coltivazioni della regione. “Suoi siti e complessi monumentali maggiori – aggiunge – sono Khinis e Jerwan, nel territorio di Dohuk, ricchi di iscrizioni e bassorilievi ancora in buono stato di conservazione su cui stanno lavorando i ricercatori del Dipartimento di studi umanistici e del patrimonio culturale del nostro ateneo”.
(red)