San Paolo, 3 gen – Di Matteo, nel corso della prima riunione del Cram a Turrivalignani (Pescara) del febbraio 2006 indicò, infatti, che era diritto e dovere, sia degli abruzzesi emigrati (circa 1,3 milioni, tanti come quelli residenti in regione) sia della Regione, di sfruttare finalmente appieno la rete delle associazioni e federazioni in Italia e all’estero e realizzare qualcosa di concreto a sostegno del turismo in Abruzzo (non solo quello di ritorno) e promuovere all’estero il territorio, la sua cultura e soprattutto la sua enogastronomia. “In passato – ha più volte ricordato Di Matteo – la Regione non ha mai colto il desiderio spontaneo dai nostri emigrati nel mondo di voler essere, oltre che ‘ambasciatori’ anche rappresentanti del prodotto Abruzzo in tutte le sue peculiarità, davvero uniche in Italia ma, al tempo stesso, poco conosciute in un mondo che, ancora oggi, non sa dove sia la nostra Regione nella Penisola, come lamentano i nostri corregionali all’estero, che sono da sempre i primi consumatori e promotori del ‘Made in Abruzzo’”. Già diverse Associazioni e Federazioni di abruzzesi nel mondo si sono prenotate per aprire altrove le agenzie “Abruzzo” (Canada, Australia, Argentina, Rho-Milano, Svizzera e Spagna): un progetto al quale l’assessore all’Agricoltura Marco Verticelli ha aderito con entusiasmo, mettendo a disposizione tutta la progettualità e i fondamentali servizi che i suoi uffici già stanno offrendo gratuitamente alle imprese abruzzesi interessate all’internazionalizzazione, così come alle comunità di corregionali all’estero interessate all’iniziativa. La prima, fondamentale, fase del progetto Abruzzo in Brasile della Feabra è stata quella della formazione professionale e culturale dello staff, che lavorerà in agenzia a San Paolo, sempre su indicazione del presidente del Cram che ha proposto i giovani di origine abruzzese come i primi ad usufruire della risorsa occupazionale. (SEGUE)