NAPOLITANO: “EUROPA, POLITICA E PASSIONE”
Il progetto europeo è duramente scosso nei suoi fondamenti ideali, nelle sue politiche, nelle sue istituzioni. Conati neonazionalistici, rozzi tentativi di ristabilire barriere ai confini, arroccamenti retorici nelle presunte vecchie identità – ecco quello che sotto le bandiere dell’euroscetticismo e del populismo si diffonde nei paesi dell’Unione. In questo contesto, Giorgio Napolitano continua instancabilmente a riportare il dibattito alla radice delle ragioni di un europeismo convinto. Se è importante riconoscere le difficoltà attuali del progetto europeo, infatti, non si deve cadere nella tentazione di farne tabula rasa né di cedere al catastrofismo. “Se davvero la prova suprema di vocazione e visione politica la si dà, la si dà ritentando ogni volta l’impossibile. Ebbene, quello di un’Europa sempre più unita è precisamente l’impossibile che dobbiamo ritentare con tutte le nostre forze. E se si pensa al mondo che cambia e ribolle attorno a noi, viene spontaneo chiedersi: Europa, se non ora, quando?” Il Presidente emerito raccoglie nel suo libro “Europa, politica e passione” (Feltrinelli) quattro ampi interventi pubblici in diverse sedi in cui scandisce le tappe della costruzione europea, suggerendone le nuove motivazioni dettate dal cambiamento mondiale. Apre la raccolta un’introduzione in cui Napolitano ripercorre il suo cammino da posizioni distanti dall’adesione italiana al processo di integrazione a una graduale, piena identificazione con la prospettiva dell’unità dell’Europa. “Oggi per l’Europa occorre che quanti credono nei suoi valori e sentono l’imperativo della sua unità sappiano osare e rischiare. Non dimenticando che, specie per superare incomprensioni, condizionamenti storici, contagiose paure e resistenze al nuovo, la politica deve farsi passione”.
MARCHISIO SI METTE “NERO SU BIANCO”
“Ci sono solo belle vittorie. Io non mi ricordo belle sconfitte. Perché noi siamo la Juve”. In “Nero su bianco” (Mondadori) Claudio Marchisio, bandiera della Juventus che ha vinto per cinque volte consecutive il titolo di campione d’Italia, mette nero su bianco se stesso, a viso aperto e cuore spalancato. Quali erano i suoi sogni di bambino, quanto ha contato la sua famiglia d’origine, dove finisce il talento e comincia la fortuna, cosa prova un professionista quando l’urlo dello stadio investe il campo dopo un gol, Ronaldo, Messi e Crujiff, cosa pensa dei procuratori e degli altri aspetti legati al business della sua splendida professione. Tanto sport, ovviamente, ma anche molte rivelazioni sul Marchisio privato: il corteggiamento alla moglie Roberta, come vive il suo ruolo di padre ricco e famoso, il rapporto con la mamma tifosa bianconera sfegatata e con il papà, che è il primo confronto dopo ogni prestazione. Il racconto di tante altre persone speciali e fondamentali per diverse ragioni: Fabio, il coltivatore di sogni, Davide, l’angelo custode, e molti dei suoi compagni di squadra con cui condivide obiettivi, sacrifici e diverse passioni, da quelle per il vino e per i motori, a quelle per Torino e i vulcani. C’è tutto Marchisio in questo libro che vanta, fra gli altri meriti, quello di essere la prima autobiografia social di un campione italiano dello sport. Attraverso la comunicazione diretta dai profili social del campione bianconero, Marchisio ha invitato i suoi fan a fargli le domande sulla piattaforma eFanswer. Ne sono giunte a migliaia e Marchisio, come fosse in mezzo allo Juventus Stadium, ha selezionato quelle più interessanti e ha lasciato partire le sue risposte. (Red)
CAVIE? SPERIMENTAZIONE E DIRITTI ANIMALI
Usiamo gli animali per cibarcene e per divertimento, per lo sport, il lavoro, la compagnia, i combattimenti, la pet therapy. Ma quando parliamo di sperimentazione animale il dibattito pubblico diventa feroce. Un dato di fatto: se la ricerca biomedica nel campo dei vaccini, dei trapianti, dei farmaci, della chirurgia e di molti trattamenti terapeutici ha raggiunto risultati indiscussi per il miglioramento della nostra salute è grazie all’uso, peraltro sempre più controllato, di modelli animali. “Cavie? Sperimentazione e diritti animali” di Gilberto Corbellini e Chiara Lalli (Il Mulino) affronta la controversa questione dello statuto morale e dei diritti degli animali smascherando con lucidità incoerenze, ideologismi, autoinganni delle posizioni contrarie alla sperimentazione. Gilberto Corbellini insegna Storia della medicina e Bioetica alla Sapienza – Università di Roma. Tra i suoi libri “La razionalità negata” (con G. Jervis, Bollati Boringhieri, 2008), “Scienza, quindi democrazia” (Einaudi, 2011), “Tutta colpa del cervello. Un’introduzione alla neuroetica” (con E. Sirgiovanni, Mondadori, 2013), “Imperfezioni umane” (con L. Pani, Rubbettino, 2015). Chiara Lalli è bioeticista e giornalista. Tra i suoi libri “C’è chi dice no. Dalla leva all’aborto. Come cambia l’obiezione di coscienza” (Il Saggiatore, 2011), “A. La verità, vi prego, sull’aborto” (Fandango, 2013), “Secondo le mie forze e il mio giudizio. Chi decide sul fine vita. Morire nel mondo contemporaneo” (Il Saggiatore, 2014).
“AUTOBUS BIANCHI” DI GIULIO MASSOBRIO
Se è vero che le ore che precedono l’alba sono le più buie, lo stesso vale per gli ultimi mesi che hanno preceduto la fine della Seconda guerra mondiale. Prendendo spunto da fatti realmente accaduti, Giulio Massobrio in “Autobus bianchi” (Bompiani) ci racconta un episodio quasi sconosciuto della guerra, quello degli autobus bianchi: la Svezia decise di recuperare dai campi di prigionia tedeschi tutti i propri cittadini, e per farlo concordò con Berlino il via libera per gli autobus bianchi, appunto, mezzi riconvertiti e dipinti di bianco per evitare di incappare nel fuoco amico. Ed è così, insieme ai personaggi già apparsi in Rex, finalista al Premio Bancarella 2015, che inizia un viaggio attraverso l’orrore e la speranza di quei giorni. Giulio Massobrio è nato ad Alessandria. E’ autore di due romanzi, con al centro la figura del Commissario Piazzi: “A occhi chiusi” (Newton Compton 2011) e “L’eredità dei Santi” (Bompiani 2013); con Marco Gioannini è l’autore di “Marengo. La battaglia che creò il mito di Napoleone” (Rizzoli 2000) e “Custoza 1866. La via italiana alla sconfitta”. (Rizzoli 2003).
“ISLAM IN 20 PAROLE” DI LORENZO DECLICH
Venti parole chiave, da “Jihad” a “Economia”, da “Donne” a “Modernità”, per capire l’Islam e andare oltre gli stereotipi che troppo spesso sentiamo in politica e nei media. “Islam in 20 parole” di Lorenzo Declich (Laterza) è un libro da portare con sé e da sfogliare ogni qual volta ci imbattiamo in discorsi, concetti e dibattiti in cui l’Islam viene trattato in maniera frettolosa e stereotipata. Ma è anche un viaggio, da fare tutto d’un fiato, nel mondo islamico e in ciò che dell’Islam si dice e si pensa oggi. Le 20 parole rappresentano tappe di un itinerario che tocca storia, cultura e religione, antropologia e sociologia, economia e politica. Alcune – Allah e jihad ad esempio – sono ormai sulla bocca di tutti. Altre – come din (religione), umma (comunità) e iman (fede) – sono meno conosciute ma altrettanto essenziali. Altre ancora, come islamofobia e terrorismo, affrontano direttamente i nodi sui quali si concentra il ‘discorso pubblico sull’Islam’. Alla base di tutto c’è la curiosità verso mentalità, popoli e storie di un mondo che ancora conosciamo poco e che ha sempre esercitato grande fascino. Oggi più che mai è importante imparare a conoscerlo. Lorenzo Declich, esperto di mondo islamico contemporaneo, ha insegnato Storia dell’Islam nell’Oceano Indiano all’Università “L’Orientale” di Napoli. Traduce dall’arabo saggi e romanzi e collabora con “Limes” e altre testate giornalistiche. Cura il blog “Tutto in 30 secondi” e ha ideato il sito “Islametro”, sul quale riunisce contributi di bloggers e testate giornalistiche onlinecon l’obiettivo di fornire un’informazione il più possibile completa sul mondo islamico contemporaneo. Nel 2015 ha pubblicato L’islam nudo. Le spoglie di una civiltà nel mercato globale (Jouvence).