(2 giugno 2016) La crisi della moneta unica ha suscitato in Italia, come in altri Paesi europei, un vivace dibattito sul ruolo della Germania nell’ambito dell’Ue. La discussione, iniziata principalmente sul piano economico e politico, è scivolata ben presto in una direzione che si potrebbe definire nazional-antropologica. Con l’inasprirsi della crisi, anche in Germania si sono levate voci che chiamavano in causa il presunto carattere nazionale degli italiani e gli stereotipi che ne derivano. Si constata dunque una diffusa propensione a ridurre stati, nazioni e culture a meri clichés. Luigi Reitani, germanista dell’Università di Udine e attuale direttore dell’Istituto italiano di cultura di Berlino, si è cimentato nell’analisi di questo fenomeno, cui egli contrappone un paradigma in base al quale i contatti transfrontalieri e il reale dialogo fra le culture sono essenziali. Un paradigma che Reitani individua proprio nella Germania del secondo dopoguerra. Questo sarà l’argomento di “Italia – Germania – Europa”, seminario di aggiornamento per insegnanti di Italiano delle Università di Regensburg ed Erlangen-Norimberga che si terrà sabato 11 giugno presso l’Università di Regensburg. (Immagine: Friedrich Overbeck (1789 – 1869), Italia und Germania, 1828). (Red)