A Marina di Pietrasanta, nel Parco della Versiliana, sede del festival estivo e agli inizi del ‘900 dimora di D’Annunzio, lo scultore milanese Matteo Pugliese presenta, fino al 15 settembre, la mostra “Spiriti ostinati”, che al vernissage verrà introdotta da Philippe Daverio. Esposte 35 opere tra cui la monumentale scultura Die Mauer – oltre 6 metri di altezza -, realizzata nel 2009 per il ventennale della caduta del muro di Berlino, gli Extra Moenia, sculture di uomini in bronzo che tentano una dolorosa rinascita attraverso una lotta con una materia-muro che li imprigiona, i Custodi, presenze imponenti e tondeggianti in cui Pugliese interviene stravolgendo le proporzioni e i canoni classici per definire un nuovo stile: corpi possenti e centrati, piedi enormi, visi decisi. E ancora: la serie degli Scarabei, sculture in alluminio e ceramica, e sculture realizzate in marmo e in vetro soffiato. Gabriella Belli, direttrice dei Musei Civici Veneziani, parla di “un miscuglio straordinario e originalissimo di nuove, visionarie proposte scultoree, dove il modellato antico si coniuga con un immaginario fantastico del tutto attuale, capace di mettere in gioco costantemente l’intelligenza della sua fervida regia”.
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ROMA: GLI ORFANI DI GALILEA
Un percorso visivo dove fotografia e pittura dialogano con una grande installazione di matite spezzate e oggetti sospesi, immerse in un’opera di sound-design. La mostra “Lasciami entrare” di Alessandro Valeri, alla Pelanda del Macro Testaccio di Roma, fino al 24 luglio, è il terzo appuntamento del progetto Sepphoris concepito dall’artista a partire dal 2011 a Tzippori, piccola città in Galilea dove un gruppo di suore gestisce, con operatori cristiani, ebrei e musulmani, un orfanotrofio che accoglie bambini senza alcuna distinzione di etnia o religione. Qui Valeri ha scattato fotografie, registrato suoni, fatto riprese video, disegna con e per i bambini e da questo suo impegno nasce Sephoris, un progetto per sostenere le attività di questo luogo così speciale per la diversità culturale e religiosa che rappresenta. Prima la mostra ospitata al Molino Stucky alla Biennale di Venezia 2014, come evento collaterale, poi un libro che narra per immagini quel luogo, e ora la mostra a La Pelanda, dove vengono raccontate, in una nuova dimensione le storie e le esistenze dei bambini di Tzippori nel loro mondo, fatto di sogni e speranze.
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ROMA: LA MELA DI PISTOLETTO
Michelangelo Pistoletto ritorna alle Terme di Caracalla – dove era già intervenuto nel 2012 con il “Terzo Paradiso” – realizzando, nei sotterranei del complesso archeologico, “La Mela Reintegrata”. Il progetto, a cura di Achille Bonito Oliva in collaborazione con RAM radioartemobile, e promosso dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale di Roma con Electa, nasce dall’idea di riflettere sul significato della mela nella storia, dai miti greci passando per la tradizione biblica e l’immaginario fiabesco, per arrivare ai giorni nostri e proiettarsi in scenari futuri. L’installazione è visitabile fino al 25 settembre. Dall’oscurità degli ambienti di servizio della struttura romana emerge una mela di dimensioni monumentali, bianchissima perché scolpita in marmo puro di Carrara. Già nel 2012 l’artista piemontese aveva realizzato alle Terme di Caracalla il Terzo Paradiso con frammenti di marmi e mosaici antichi recuperati proprio nell’area archeologica, sottolineando il legame profondo tra rovine, architettura del passato e arte contemporanea nel loro divenire. “La Mela Reintegrata rappresenta l’entrata in una nuova era nella quale mondo artificiale e mondo naturale si ricongiungono producendo un nuovo equilibrio planetario” spiega lo stesso artista. Per il curatore Achille Bonito Oliva “la Mela Reintegrata è l’avvertimento che ci possiamo avviare verso il Terzo Paradiso“.
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VARESE: CIMELI DEL CALCIO
Dalla maglia di Pelè o a quella storica della Nazionale del 1938, indossata da Giuseppe Meazza. Una splendida raccolta di oltre 300 oggetti del grande calcio, tra cui maglie e scarpe da gioco, tutti originali e appartenuti ai giocatori che ne hanno fatto la storia come: Rivera, Pelé, Maradona, Van Basten, Scirea, Zanetti, Mazzola, Gigi Riva, Messi, Maldini, Ronaldo, Platini, Cruijff, Seedorf, Zidane, Raul, Giggs, Di Stefano, Picchi, Suarez, Baresi e molti altri. E’ la mostra “Football Legends” che si tiene fino al 17 luglio, proprio in concomitanza con i campionati europei di calcio, al Palazzo Comunale di Sesto Calende. Un tuffo, attraverso lo sport, nella storia dal Novecento fino ai nostri giorni: un’occasione imperdibile sia tutti gli appassionati di calcio sia per i curiosi: i cimeli sono appartenuti alle più importanti società calcistiche internazionali, che hanno partecipato alle maggiori competizioni del mondo, dai Mondiali Fifa, alla Champions League, dalla coppa America, alla coppa Uefa, dalle supercoppe europee e nazionali, fino alla coppa Intercontinentale e sono stati vissuti o indossati dai veri calciatori protagonisti. Le grandi squadre italiane e la Nazionale, hanno uno spazio importante, ma il respiro vero della mostra è internazionale, così come è il football stesso, sport che non ha confini e unisce popoli interi.
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CAPRI, FARAGLIONI DI TUBI INNOCENTI
Nella suggestiva cornice della Certosa di San Giacomo di Capri la mostra “Capri B&B – Behind and Beyond” di Raffaela Mariniello ed Eugenio Tibaldi presenta, fino al 24 luglio, venti opere, tra fotografie, installazioni e collage, la maggior parte realizzate site-specific, create partendo da una riflessione comune e non convenzionali sull’Isola Azzurra, sul rapporto tra l’uomo e la natura da cui si genera il mito che l’avvolge e l’aurea leggendaria che attira anche il turismo di massa che travolge questa perla del Mediterraneo. Spiccano in mostra le grandi opere 46 bed places di Eugenio Tibaldi – una vera e propria scenografia monumentale di tubi innocenti installata nel Giardino del Priore e dedicata ai Faraglioni – e Capri Teorema di Raffaela Mariniello: una narrazione composta di 32 immagini che percorre una Capri diversa da quella a cui siamo abituati, attraversando alcune zone più segrete dell’isola, le meno battute dal turismo. Tra paesaggi surreali e percorsi abbandonati spiccano delle incredibili still life di “installazioni spontanee”, catturate lungo la marina e in percorsi campestri.
(PO / red)