“Noi non siamo contenti, non siamo fatti come gli altri che indossano il sorriso d’ordinanza e dicono ‘abbiamo vinto’”: il premier Matteo Renzi – in conferenza stampa presso la sede nazionale del Pd a via Sant’Andrea delle Fratte a Roma – non è soddisfatto del risultato delle urne all’indomani delle elezioni amministrative, anche se ritiene impossibile attribuire a questo voto una valenza nazionale: “Dare una lettura uniforme nazionale di questi dati è opera di fantasia, con risultati che dipendono da dinamiche locali” è la riflessione del premier-segretario, che mette in luce come quella giocata alle Comunali e quella di ottobre sul referendum istituzionale “sono partite profondamente diverse”. Per quanto riguarda le amministrative, “gli italiani votano sulla base di ciò che propone l’esperienza amministrativa locale. Sanno scegliere, fanno zapping sulla scheda elettorale”. “Ho detto che non avrei considerato il valore nazionale delle elezioni amministrative e mi pare di essere stato un buon profeta nel dirlo per come sono andate. Allo stesso modo confermo che il referendum avrà ripercussioni sul governo” sottolinea Renzi, secondo cui però “larga parte delle persone che ieri hanno dato un voto di protesta sul referendum non potranno che votare sì, il quesito è ‘volete questa riforma o vi tenete il sistema istituzionale di oggi?’”. Tornando all’analisi del voto, Renzi sottolinea che “il Pd non ha avuto un risultato di debacle, ma a noi non basta. È un risultato locale, frammentato, che non vede il partito di maggioranza in una situazione di crisi numerica. Ma a noi non basta, non siamo come gli altri: a Napoli avremmo potuto fare meglio perché peggio era difficile, a Roma siamo contenti del miracolo ma ci interessa l’altro mezzo miracolo”: il riferimento è al ballottaggio che vedrà impegnati Raggi e Giachetti. Quello di Napoli, afferma senza mezze misure il premier, è stato il risultato peggiore, è una “città meravigliosa ma è un baco per il Pd”. La soluzione individuata è quella di commissariare il Pd locale: “Alla prima direzione del partito dopo il ballottaggio porrò il tema di Napoli, farò una proposta sulla città e proporrò una situazione commissariale per ripartire” assicura Renzi, che comunque ringrazia Valeria Valente per aver condotto “una battaglia coraggiosa in condizioni difficili”. Per quanto riguarda la capitale, secondo il premier “Roberto Giachetti ha fatto un mezzo miracolo, ha fatto una campagna elettorale molto difficile ma è lì e se la giocherà al ballottaggio”. “Sappiamo – aggiunge – che la maglia rosa ce l’ha Virginia Raggi, speriamo che al ballottaggio Giachetti faccia l’impresa dopo averne fatta già mezza. Raggi è un personaggio molto atteso dalla comunità giornalistica italiana e internazionale, ma se Giachetti si mette a parlare di Roma sarà un ballottaggio divertente, i punti di distacco sono meno di quelli tra Fassino e Appendino a Torino”. Soddisfazione invece per il risultato milanese: “Beppe Sala è un ottimo candidato, il ballottaggio di Milano sarà un bel ballottaggio e Sala ha tutte le condizioni per farcela. A Milano è stato fatto uno dei risultati migliori”, afferma il presidente del Consiglio, che aggiunge: “Abbiamo preso il 42%, dove si firma per le politiche?”. Guardando al quadro generale che esce dalle urne, Renzi sottolinea come sia impossibile fare “una lettura politicistica di queste elezioni avendo dei dati a macchia di leopardo. E’ un quadro difficile da commentare a livello nazionale, i numeri lo dimostrano: se guardiamo i dati il centrodestra a Roma è andato male, diviso, a Milano e Trieste c’è, a Torino no. Berlusconi – ricorda il premier – doppia la Lega a Milano. È una destra in fibrillazione ma che continua a essere presente”. “Attenzione alle analisi superficiali – avverte il premier – in Italia la destra c’è e c’è Forza Italia. Non c’è soltanto Salvini, c’è Berlusconi”. (6 giu / Roc)