“Dovranno pagare l’acconto di Imu e Tasi anche i nostri connazionali residenti all’estero, e proprietari di immobili in Italia, i quali non rientrano nella categoria degli esentati. Riguardo il pagamento dell’acconto, si ricorda che deve essere versata dal contribuente la metà dell’importo dovuto sulla base delle aliquote e delle detrazioni deliberate per l’anno 2015, sebbene, nel caso siano più favorevoli, si potranno utilizzare le eventuali delibere comunali per il 2016”. Lo dicono in una nota i deputati del Pd eletti all’estero, Marco Fedi e Fabio Porta, ricordando che “l’ultimo giorno disponibile per non incorrere in sanzioni è il prossimo 16 giugno”.
LA NORMATIVA PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO – Secondo i deputati è importante “ricordare che l’attuale normativa prevede che gli emigrati iscritti all’Aire proprietari di immobili in Italia non locati o dati in comodato d’uso, e già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza – e cioè secondo l’interpretazione del Mef titolari di pensione estera o di pensione in convenzione – sono esentati dal pagamento dell’Imu e della Tasi e devono invece pagare la Tari in misura ridotta di due terzi, mentre invece tutti gli altri italiani residenti all’estero proprietari di immobili in Italia dovranno pagare sia l’Imu, che la Tasi e la Tari (la prima è l’imposta sulla proprietà, la seconda sui servizi e la terza sui rifiuti)”.
LA BATTAGLIA PER L’ESENZIONE – L’esenzione dei pensionati “è stata ottenuta dopo una lunga battaglia sostenuta in Parlamento dai parlamentari eletti nella Circoscrizione estero: la battaglia – sottolineato Fedi e Porta – è ancora in corso perché tramite numerose iniziative legislative e politiche stiamo cercando di esentare dal pagamento delle imposte sugli immobili tutti i cittadini italiani residenti all’estero”. Per quanto riguarda la Tasi, “i comuni competenti possono, sempre nell’esercizio della propria autonomia regolamentare, arrivare all’azzeramento del tributo in virtù delle norme in vigore e possono, altresì, differenziare l’aliquota del tributo in ragione della destinazione degli immobili” mentre per la Tari i deputati del Pd ricordano che “sempre in virtù delle norme in vigore, i comuni competenti possono prevedere, con regolamento, riduzioni tariffarie ed esenzioni di abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per più di sei mesi all’anno, all’estero”. Abbiamo chiesto ai comuni – ricordano Fedi e Porta – in una recente audizione dell’ANCI organizzata dal Comitato degli italiani nel mondo della Camera dei deputati – presieduto da Fabio Porta – di valutare l’opportunità di correggere una situazione di dubbia legittimità e di certa iniquità, riducendo le disparità di trattamento ed intervenendo per introdurre agevolazioni fiscali per Imu, Tasi e Tari, nei limiti della loro potestà regolamentare, a favore dei cittadini italiani residenti all’estero, iscritti all’Aire, proprietari di immobili in Italia, anche se non pensionati, attualmente esclusi dalle agevolazioni introdotte dal Governo nazionale”. (Red – 6 giu)