“Io non credo che il PD abbia perso le elezioni. Queste elezioni si svolgono per avere dei sindaci e governare le città. E il PD con queste elezioni ha già preso la stragrande maggioranze dei sindaci e governerà le relative città. Quindi ha vinto. Fermo restando la differenza politica che passa tra vincere a Rimini (con il rispetto e l’amore per Rimini) e vincere a Roma. Se la gara la si fa anche tra partiti, vince chi prende più voti. E il PD è il partito più votato (anche se perde molti voti). Quindi ha vinto. Ma questo è solo il dato numerico. Poi ci sono le valutazioni politiche”. Lo scrive su Facebook il Responsabile Italiani nel mondo del Partito Democratico Eugenio Marino che fa un’attenta analisi sulle elezioni amministrative.
ASTENSIONISMO E SFIDUCIA -“Io credo che vi sia in primis un problema enorme di astensionismo generalizzato (e non solo in Italia), segno anche di una sfiducia complessiva non in questo o in quel partito, ma nell’incapacità della politica di guidare le mutazioni del nostro tempo o di ridisegnare un paese o il mondo. Mi pare – continua Marino – che il popolo (i popoli) siano sempre più convinti (a ragione) che la politica non riesce più ad avere una visione altra del Paese o del Mondo e che sia succube del mercato, dell’economia e della finanza. O pensa che non ha gli strumenti per governare tutto questo, quindi che votare sia inutile. In questo, poi, agli occhi dell’elettore (soprattutto di Sinistra), la Sinistra dovrebbe mostrarsi radicalmente diversa dalla Destra e proporre una visione del Paese e del Mondo “altra” rispetto ai modelli economico-politici dominanti. Cosa che la Sinistra in genere in questi ultimi venti anni non ha fatto e continua a non fare (soprattutto nella vecchia Europa) limitandosi, nelle sue espressioni di governo, a fare “aggiustamenti” al modello economico neoliberista e a sforzarsi al massimo a qualche intervento sul piano dei diritti civili: certo cosa non da poco (e per fortuna che lo fa, perché la Destra da noi non fa nemmeno quello), ma non sufficiente e che non tocca il modello economico, che è poi la struttura fondamentale della società dalla quale deriva tutto il resto”.
PER VINCERE SERVE IDENTITA’ – “Poi- aggiunge Marino – c’è il segnale politico più interno e più elementare (ma non troppo). E mi pare sia quello che dice che la perdita di consensi c’è, è generalizzata ed è dovuta anche al tipo di Partito a cui pensiamo, quindi un segnale per il futuro che va raccolto. E mi pare che il quadro ci dica che il Partito privo di identità, di una base sociale di riferimento, che vuole rappresentare tutti, quindi l’ipotetico “partito della nazione”, non abbia spazio, poiché ci fa perdere molti elettori di Sinistra che si rifugiano nell’astensionismo o vanno ai 5stelle e non ci fa guadagnare quelli di Centro e di Destra, almeno nella misura da compensare chi se ne va”. Sempre dalla pagina del popolare social network il responsabile Italiani nel mondo del Partito Democratico spiega: “Mi pare, invece, che se il PD prova a essere un Partito di centrosinistra saldamente ancorato a una identità e una base sociale di riferimento, se fa il perno forte di una coalizione di partiti che seriamente vogliono governare da Sinistra, vince bene o gioca bene la sua partita in alternativa alla Destra (se è organizzata) o ai grillini (se non è organizzata la Destra): vedi il caso di Cagliari e Zedda”.
UNA SPERANZA DEMOCRATICA – “L’ultima cosa che mi dice questo risultato – conclude Marino – è che in questa situazione, nonostante tutti i nostri problemi, il calo forte del consenso, l’incertezza su che cosa dobbiamo essere o siamo, rimaniamo ancora l’unica speranza seria, sinceramente democratica e con le capacità ed esperienza (in larghissima parte) per governare questo Paese e le nostre città senza avventurismo, improvvisazione o peggiori derive di Destra o xenofobe. E lo dimostra il fatto che la Destra è allo sfascio (almeno per ora e salvo rari casi come Milano), la Sinistra fuori dal PD non riesce né a organizzarsi in un unico partito, né a darsi una linea (essere alternativa al PD o allearsi col PD, tanto per fare un esempio) né ad attrarre consensi che possano andare oltre il 5%. E infine, i grillini continuano a dipingersi come ‘diversi’ per i soli tratti dell’onestà e dell’estraneità a tutto ciò che è stato. Due caratteristiche che per governare non solo non bastano, ma che rischiano di essere una bomba spenta che si accende e li autodistrugge proprio quando arrivano a governare. E abbiamo già visto molti casi sui pochi comuni dove governano. Non ci voglio nemmeno pensare a cosa farebbero a Roma”.(Red – 8 giu)