Berna, 9 gen – La risposta di Schiavone è molta dura. “Solo chi è mosso da dubbi fini può arrivare a elaborare tali fandonie, che sinceramente riflettono un modo arcaico di fare politica.Gli italiani all’estero, proprio perché osservatori distanti ed attenti delle vicende del nostro Paese, sollecitano un profondo rinnovamento dell’Italia, sognano un nuovo rinascimento nello spirito e nella cultura per creare un nuovo senso comune di popolo e di nazione. Viene spontaneo ricordare che, all’estero è diffusa la convinzione che l’Italia per andare avanti ha bisogno di politici capaci, lungimiranti e coraggiosi, come anche di giornalisti con uno spirito libero ed indipendente. Nel futuro del nostro Paese il ruolo degli italiani all’estero non sarà marginale, ma di vero e persistente protagonismo. Perciò gli investimenti nella formazione professionale hanno un senso. Lo stesso senso che viene declamato nei momenti in cui qualche nostro connazionale viene insignito di riconoscimenti e premi che danno lustro al nostro Paese. Tuttavia, a chi fa giornalismo non farebbe male ricordare di farsi guidare, sempre e comunque, dalle regole deontologiche della categoria, nelle quali è bandito il servilismo e la distorsione delle notizie.
(Sis)