Roma, 10 gen – “J’acccuse” del Courrier International sull’emergenza rifiuti a Napoli. “In mancanza di discariche disponibili i rifiuti invadono Napoli – scrive il settimanale francese -. E i politici, gli imprenditori e i mafiosi non hanno interesse a che una soluzione duratura venga trovata per risolvere l’emergenza” mentre “l’Oms parla di un aumento vertiginoso dei casi cancro: 12 per cento in piu’ rispetto alla media nazionale per i tumori al pancreas, ai polmoni e alle vie biliari” e “la rivista medica The Lancet parlava già nel settembre 2004 di un aumento del 24 per cento dei tumori al fegato nelle zone del napoletano dove sono situate discariche” laddove “le più colpite sono le donne”. Il quotidiano prosegue ponendo una domanda provocatoria: “Perché coloro che governano e che sono all’opposizione, coloro che parlano e discutono senza fine hanno atteso che i rifiuti invadessero le vie cittadine per adottare misure dastriche? Perché in Italia i rifiuti sono un affare succoso. E per tutti: per le imprese, per i politici, per i clan mofiosi. Una risorsa ottenuta avvelenando la popolazione e il suolo. Oggi le imprese di raccolta di rifiuti in Campania sono le più redditizie d’Italia e intrattengono rapporti commerciali con le maggiori aziende mondiali del settore. Sono infatti i soli ed unici a far parte dello Smea, Sistema Europeo di gestione ambientale e di controllo, che si prefigge la prevenzione e la riduzione dell’impatto sull’ambiente delle attività industriali ed agricole. Nel nord dell’Italia molte delle imprese del settore sono gestite da napoletani e operano nel rispetto assoluto delle norme. Al sud, invece, si brucia, si nasconde, si sporca. La politica locale vi guadagna, perché il sistema del consorzio ad economia mista per la raccolta ed il trattamento dei rifiuti, molto in voga negli ultimi anni, è ideale per eludere i controlli. Nella pratica, tutto ciò ha portato a creare monopoli a favore di dirigenti aziendali spesso vicini alla camorra”.