Roma, 10 gen – “Siamo al 10 gennaio e l’Italia è già in debito per Kyoto per un ammontare equivalente a 50 milioni di euro (circa 5 milioni di euro al giorno, 57 euro al secondo). A tanto corrisponde lo sforamento delle nostre emissioni climalteranti rispetto all’obbiettivo previsto dal Protocollo. Si tratta di una ‘emergenza invisibile’. Non plateale come quella dei rifiuti della Campania, ma altrettanto pesante in termini economici, di immagine, di opportunità non colte. Paghiamo infatti dieci anni di sottovalutazione della sfida climatica”. E’ quanto scrive Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club e della rivista QualEnergia. “Tuttavia – aggiunge – c’è una seconda notizia, questa volta buona. In base alle prime stime sui consumi dei combustibili fossili del 2007 si sarebbe verificato un leggero calo del fabbisogno. Se questo dato verrà confermato, ci troveremmo di fronte al secondo anno consecutivo di riduzione dei consumi e, quindi, delle emissioni di gas serra. Insomma, un ribaltamento di un trend che nel 2005 aveva portato a un picco di emissioni climalteranti di 580 Mt, il 12% in più rispetto al 1990. Andranno esaminate nel dettaglio le motivazioni di questa inversione per capire quanto hanno influito le condizioni climatiche, il prezzo dell’energia e i primi effetti delle politiche di riduzione attivate, ma si tratta comunque di un segnale interessante”.
(Pap)