A pochi giorni dai ballottaggi delle elezioni comunali, una delle domande che si pongono gli analisti riguarda il comportamento degli elettori del Movimento 5 stelle nelle sfide in cui il candidato di questo partito non sarà presente. In diverse città importanti – a cominciare da Milano – questi elettori potranno essere decisivi. Seppure M5S abbia lasciato ai suoi elettori libertà di scelta l’Istituto Cattaneo, ripercorrendo i ballottaggi degli anni scorsi a cui gli elettori grillini hanno dovuto scegliere tra centrosinistra, centrodestra e astensione, avanza l’ipotesi “di uno slittamento dei 5 Stelle da una posizione riconducibile all’alveo della sinistra, a una fase di affermazione della propria identità autonoma, per poi passare a considerazioni d’ordine politico oggi sostanzialmente riconducibili all’ostilità verso Renzi e al governo in carica”. “Il recente ballottaggio di Bolzano (2016) indica la prevalenza di scelte a favore del centrodestra. Si tratta di una città dalle caratteristiche peculiari e di dimensioni ridotte, per cui non può certo essere considerata rappresentativa dell’intero paese. Può tuttavia essere un segnale che spinge a guardare con attenzione quel che accadrà il 19 giugno” si legge nella analisi.
FASI. L’Istituto Cattaneo, individua tre “fasi” nei comportamenti di voto degli elettori 5 Stelle. Una prima fase “movimentista”, iniziale, quando M5S ha pescato i suoi elettori nella base dei partiti e dell’associazionismo di sinistra, grazie ai temi dei discorsi di Beppe Grillo (ecologismo, consumerismo, ecc.) e l’identità degli elettori è restata “in larga misura subalterna alla sinistra”. Ciò che è avvenuto ai ballottaggi di Milano (2011) e Monza (2012). Si giunge poi ad una seconda fase, quella “identitaria”, avvenuta tra il 2012 ed il 2013, nella quale “centrodestra e centrosinistra sono ormai entrambi rifiutati e l’astensione diventa la scelta largamente prevalente”. L’analisi evidenzia che “là dove i consensi sono cresciuti prima o in aree come l’Emilia-Romagna, dove i partiti di sinistra erano egemoni e venivano quindi più facilmente identificati come ‘nemico’ da combattere, la fase identitaria è probabilmente giunta prima. In questa fase si possono far rientrare – fra quelli studiati dall’Istituto Cattaneo – i ballottaggi di Alessandria (2012), di Rimini (2012), di Roma (2013), di Venezia (2015). Si giunge infine alla fase “politica” in cui “la lealtà degli elettori verso il partito non sarebbe più legata esclusivamente ai temi (prima fase) o all’affermazione della propria alterità (seconda fase): il legame sarebbe piuttosto con gli obiettivi di vittoria politica del partito. In quest’ottica, i ‘giochi’ politici, i vincoli e le opportunità del contesto politico non sarebbero più rifiutate in nome della purezza identitaria, ma contribuirebbero in modo decisivo alle scelte degli elettori. Da qui la scelta possibile di optare – a partire da Milano – per i candidati del centrodestra, in quanto visti come contrapposti all’attore politico che il M5s reputa come principale avversario, ossia Matteo Renzi. (Red – 15 giu)