Roma, 23 giu – La pianificazione aziendale rilevata a livello di singola linea di attività per il periodo 2013-2015 mostra, soprattutto nel caso delle imprese principali e grandi, l’esistenza di una duplice strategia di sviluppo: consolidamento delle attività in Italia e espansione verso l’estero. Il consolidamento in Italia avviene mediante fusioni e acquisizioni (15,7% per il totale imprese e 21,2% per le imprese principali e grandi) e ridimensionamento delle attività (6,8% e 7,8% rispettivamente). Lo rende noto l’Istat nel report Profili organizzativi e manageriali delle grandi imprese. L’internazionalizzazione delle imprese è perseguita soprattutto mediante l’esportazione di merci (52,1%); meno praticata, ma comunque significativa, è l’espansione mediante investimenti diretti esteri. Questi si realizzano maggiormente nella forma green field, cioè tramite l’apertura di nuove imprese all’estero (10,9%), meno attraverso le fusioni e le acquisizioni all’estero (8,4%). Ad ogni modo le imprese hanno scelto il ridimensionamento delle attività all’estero solo per l’1,8% delle linee di attività. (Red)