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Dalla guerra ci salva
solo la politica

it@withub.it by it@withub.it
23 Giugno 2016
in Archivio Il Punto, Il punto HP
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(23 giugno 2016) Alla vigilia del voto sulla Brexit, quattro italiani i cui nomi sono familiari a chi si occupa di storia, geopolitica, filosofia e letteratura, hanno ragionato intorno a due parole – Europa e guerra – che si pensava avessero imboccato, 70 anni fa, strade diverse e mai più destinate a incrociarsi.

Non è così, come spiegano Massimo Cacciari, Lucio Caracciolo, Ernesto Galli della Loggia ed Elisabetta Rasy in un saggio pubblicato dal Mulino con il titolo “Senza la Guerra”. Sostiene Caracciolo che non resta granché del sogno di un’Europa unita, potenza «gentile» capace di diffondere un approccio pacifico, tollerante e liberale alle relazioni internazionali. La crisi dei migranti ha inferto il colpo forse definitivo ai progetti dei padri fondatori dell’Europa comunitaria. Ognuno sembra riscoprire la propria unicità. In questa deriva nazionalista e protezionista, dai toni apertamente xenofobi, scopriamo che le ferite aperte sui campi di battaglia di 100 anni fa non sono mai state davvero suturate.

Secondo Galli Della Loggia mille motivi – tra cui quello molto reale della comparsa di imprevedibili e feroci nemici ai nostri confini – indicano che forse per la democrazia europea può riacquistare tutta la sua antica crucialità la categoria tanto a lungo esorcizzata della guerra. E che può cessare quella delegittimazione che la guerra ha subito nel corso del Novecento, con il contributo dei grandi libri su cui si sofferma Elisabetta Rasy.

Popoli e culture – osserva Cacciari – vanno incrociandosi e affastellandosi, eliminando ogni “amicizia” o “prossimità”, poiché non può esservi prossimità se non si preserva la reciproca distanza. Più ci si meticcia semplicemente e meno ci si ospita. Sono movimenti tellurici, zolle di crosta terrestre alla deriva, che oggi si scontrano.

Il filosofo assegna alla politica – al Logos: ragione, discorso, parola – il compito di garantire che la pace abbia il sopravvento. Anche per questo è importante il voto di oggi nel Regno Unito.

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