L’editoria si conferma come un settore in crisi, la banda larga cresce ma non troppo rapidamente, Rai, Sky e Mediaset fanno il pieno di raccolta pubblicitaria lasciando le briciole alle altre tv. Ma la vera visione futuristica, secondo l’Agcom, è la creazione di “un servizio pubblico radiotelevisivo europeo che produca e lavori sulla base di valori condivisi, pur nell’ovvio rispetto delle libertà editoriali e delle specificità nazionali”. Altro che Brexit e divisioni all’interno dell’Europa unità, dice il presidente Angelo Marcello Cardani: “L’idea di Europa che vogliamo, senza muri ideologici e fisici, multiculturale e multirazziale, all’altezza delle sfide mondiali – dice – dovrebbe ben avere un comune denominatore dal punto di vista dell’offerta radiotelevisiva di servizio pubblico”. Una tv strutturata in questo modo andrebbe anche a modificare le dinamiche televisive italiane, cristallizzate in questo momento nella tripartizione Rai-Sky-Mediaset, che dominano il mercato sia per spettatori che per introiti: Sky incassa il 32,5% (in calo di 1 punto sul 2014); Mediaset è seconda con il 28,4% (+0,4%), tallonata da Rai con il 27,8% (+0,3%). Poi Discovery con il 2,3% (+0,3%) e il gruppo Cairo con l’1,5% (-0,2%). (Red – 5 lug)