Venezia, 16 gen – “Il teleconsulto – spiega Martini – permette di dare veloce e formalizzata risposta alle richieste di consulenza neurochirurgica su pazienti urgenti con trauma cranico e vertebro-midollare presentate dall’ospedale non dotato di neurochirurgia alla neurochirurgia e alla neuroradiologia del Polo neurochirurgico di riferimento. Il processo sperimentato ha piena validità giuridica grazie all’applicazione della firma digitale. Viene, inoltre, garantito il rispetto della riservatezza dei dati grazie alla trasmissione su canale cifrato”. Mentre il telelaboratorio “risponde all’esigenza di effettuare test ematici periodici sui pazienti in assistenza domiciliare integrata, sugli anziani nelle residenze sanitarie assistenziali e, quindi, su realtà territoriali lontane dal laboratorio centrale. Grazie alle nuove strumentazioni è possibile effettuare gli esami sul posto con immediata disponibilità dei risultati”. L’obiettivo è arrivare alla condivisione dei documenti e delle informazioni fra le Aziende sanitarie venete. Tutta la documentazione clinica riguardante gli episodi trattati nell’ambito del teleconsulto e del telelaboratorio va ad alimentare un report aziendale che mantiene i documenti in maniera persistente, affidabile e continua dove prende forma una sorta di “libretto” per la condivisione delle informazioni cliniche di ogni paziente. “Si potrà così realizzare – conclude Martini – un registro regionale ovvero un indice che consente ai medici dei poli neurochirurgici collegati di ritrovare le informazioni necessarie ad una migliore diagnosi e cura ”. La creazione del fascicolo avviene nel pieno rispetto della normativa riguardante la sicurezza e la riservatezza nel trattamento dei dati sensibili del paziente da parte delle strutture sanitarie.
(Grm)