Roma, 16 gen – Il gruppo ristretto del Pd all’estero si è riunito ieri a Roma per discutere i punti nodali dello statuto previsto per la circoscrizione Estero del nuovo Partito Democratico, secondo l’articolo 10 dello statuto generale. Un articolo, come spiega Eugenio Marino, “che riconosce l’organizzazione del partito all’estero e ne demanda la redazione dello statuto specifico”. “Si è discusso dei principi fondamentali – spiega Marino all’agenzia 9COLONNE -, in particolare del fatto che il Pd all’estero debba godere di una certa autonomia, un po’ come succede per le regioni e le province autonome, anche per la specificità della circoscrizione estero, che elegge più deputati di alcune circoscrizioni regionali. Anche se ovviamente non dovrà trattarsi di una autonomia del tutto slegata dai principi generale del partito”. La specificità del Pd estero, sottolinea Marino, passa anche per una maggiore flessibilità interna per via delle diversità geografiche e culturali dei propri membri. “E’ chiaro che dovrà esserci uno statuto generale, il quale dovrà prevedere al suo interno il riconoscimento di una ulteriore articolazione a livello regionale”. A Moena, il 19, prossima tappa verso la definizione dello statuto. “Si dovranno affrontare i punti relativi ai gruppi dirigenti, che dovranno essere scelti sicuramente in loco: bisogna vedere se selezionarli attraverso primarie o congressi, ma comunque prevedendo la più ampia partecipazione possibile. Da Moena usciranno decisioni quasi definitive, e si deciderà se emendare lo statuto nazionale oppure no, e poi si partirà con la redazione dello statuto per l’estero, che vista la sua complessità potrebbe essere pronto dopo marzo”.
(Sis)