La strage di Nizza sembra corrispondere (anche se al momento, va sottolineato, manca una rivendicazione certa dell’accaduto), all’applicazione della strategia proposta dal siriano Abou Mohammed Al-Adnani, portavoce ufficiale di Daesh. Soprannominato dai servizi di sicurezza occidentali “il ministro degli attentati”, Al Adani ha più volte esortato i suoi adepti a passare all’azione nei loro Paesi d’origine. In un messaggio audio diffuso nel settembre 2014 da Al Furqan, il principale media dello stato islamico, ha lanciato un messaggio esplicito ai jihaidisti: “Levatevi, monoteisti, e difendete il vostro Stato dal luogo in cui vivete; attaccate i soldati dei tiranni, le loro forze di polizia e di sicurezza, i loro servizi di informazione e i loro collaboratori”.
“UTILIZZATE QUALSIASI ARMA” – Al Adnani esorta i terroristi a utilizzare qualsiasi arma disponibile: “Se non potete fare esplodere una bomba o sparare con un’arma da fuoco – afferma – ingegnatevi per trovarvi a tu per tu con un infedele francese o americano e fracassategli il cranio con una pietra, uccidetelo a coltellate, investitelo con la vostra automobile, gettatelo da una scogliera, strangolatelo, avvelenatelo”. “Non consultate nessuno e non cercate la fatwa di nessuno – prosegue la registrazione, diffusa da migliaia di siti internet -. Che l’infedele sia combattente o civile non ha importanza. La sentenza per loro è la stessa: sono entrambi nemici. Versare il loro sangue è permesso”.
LA STRAGE – Ha fatto strage sulla Promenade des Anglais di Nizza lanciandosi a tutta velocità con un tir e sparando sulla folla che assisteva ai fuochi artificiali della Festa della Bastiglia. E’ di 84 morti e decine di feriti il bilancio provvisorio del massacro di ieri sera per mano di un franco-tunisino 31enne, prima di essere neutralizzato dalla polizia.
(deg – 15 lug)
