Roma, 16 gen – “Non conosciamo esattamente cosa sia successo al Senato durante la discussione presso la Commissione competente – prosegue Bucchino – fatto sta che l’emendamento è stato respinto e sostituito con una norma che non esito a definire una “burla”, che poi la Camera non ha avuto modo di modificare per i noti vincoli e tempi della fiducia. La norma “burla” annulla il provvedimento di sanatoria e introduce, stanziando 9 milioni di euro per tre anni, una disposizione già attualmente in vigore. Paradossalmente al danno si aggiunge anche la beffa: infatti la norma già in vigore prevede l’ulteriore garanzia della salvaguardia del trattamento minimo, garanzia che nella legge “burla” approvata non viene menzionata. Quindi la novella norma introdotta dalla legge finanziaria è praticamente identica a quella già in vigore summenzionata e rischia, come se non bastasse, di peggiorare la situazione se l’Inps vorrà applicarla alla lettera. Si tratta di un clamoroso errore che dimostra, se ce ne fosse stato bisogno, la scarsa considerazione che il nostro Parlamento ha nei confronti del mondo dell’emigrazione, nei confronti del quale questa Finanziaria, almeno nel campo sociale, non ha riservato particolari attenzioni (l’ulteriore detrazione Ici non concessa, l’assegno di solidarietà rimandato, le convenzioni bilaterali dimenticate, la legge sulla cittadinanza rinviata, la quattordicesima sulle pensioni ridotta, l’importo aggiuntivo negato).
(Sis)