(21 luglio 2016) Siamo in Sudan: a Shidiab, nello stato del Red Sea. Il villaggio, circa 3.000 abitanti, è stato largamente distrutto nell’ottobre scorso a causa di una violenta inondazione: 430 le case, il 40% delle abitazioni, abbattute dalla potenza dell’acqua. Anche la stessa posizione di Shidiab, che sorgeva su una depressione del terreno a rischio di allagamenti, ha contribuito alla distruzione. Un paese ferito dunque ma che ora torna a nuova vita grazie all’aiuto del nostro Paese. E’ a Shdiab, infatti, che l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS ) – nell’ambito di una stretta sinergia tra il programma di Emergenza e dello Sviluppo Agricolo – ha donato 100 tonnellate di cemento per la ricostruzione dell’intero villaggio. Non solo cemento però: dall’Italia anche attrezzature agricole, in particolare 3.000 strumenti. La donazione alla comunità locale di etnia Beja, è avvenuta – come si legge in una nota dell’Ambasciatore d’Italia a Khartoum – alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Sudan, Fabrizio Lobasso in visita nello Stato. “L’aiuto ai gruppi più vulnerabili è una prerogativa fondamentale dell’azione della Cooperazione Italiana. Con questa iniziativa inoltre rinforziamo ancora le basi per una collaborazione sul campo: saranno gli stessi abitanti del villaggio a costruire il nuovo villaggio” ha dichiarato Lobasso al margine dell’evento. L’AICS sosterrà il nuovo insediamento per quanto riguarda il sistema di distribuzione idrica e un’assistenza tecnica, al fine di garantire la ricostruzione, che avverrà in un’area adiacente ma sopraelevata, onde evitare il rischio di nuove inondazioni. Tale iniziativa si configura come un unico esempio in tutto il Red Sea di “resettlement urbanistico”, secondo uno schema moderno: deciso insieme alle comunità locali. Alla donazione seguiranno corsi sull’utilizzo degli strumenti, organizzati dall’AICS. “Strumentazione e know-how devono andare di pari passo per un graduale sviluppo del Paese” ha dichiarato l’Ambasciatore Lobasso. (red)
