Roma, 15 gen – “Il Ministero degli Affari Esteri dovrebbe operare un maggiore controllo sull’attività degli enti gestori che organizzano i corsi di lingua italiana per le nostre comunità nel mondo”. Queste le parole di Guglielmo Picchi, deputato di Forza Italia eletto in Europa, che ha rivolto un’interrogazione al ministro degli Esteri Massimo D’Alema per sollevare numerose questioni legate ai finanziamenti dei corsi di lingua per gli italiani nel mondo: “Il licenziamento poco trasparente di un’insegnante impiegata presso il Comitato Attività Scolastiche e Culturali (Casci) di Berna solleva numerose questioni – ha spiegato il deputato – la prima è quella dell’utilità dei corsi di lingua italiana rivolti ai connazionali all’estero: le comunità italiane sono ormai integrate in Svizzera, così come in molti paesi stranieri, e si è ridotto drasticamente il numero di cittadini del Belpaese che frequenta i corsi che, nella realtà, sono per lo più frequentati da comunità straniere che desiderano apprendere la nostra lingua. Venendo meno la domanda di corsi di lingua italiana per italiani, si pone, quindi, la questione dei finanziamenti che gli enti gestori organizzatori dei corsi ricevono dalla Farnesina: gran parte dei fondi erogati in base alla legge 153 potrebbe essere infatti utilizzata per rivitalizzare la rete degli istituti di cultura nel mondo, quella degli enti italiani che diffondono la nostra cultura e la nostra lingua, e società come la Dante Alighieri che preserva e valorizza il nostro panorama linguistico e culturale”. “Credo – ha proseguito – che la funzione di enti come il Casci sia esaurita, e che sia necessaria una redistribuzione delle risorse impiegate per il loro sostentamento”.
(Cat)