Roma, 27 lug – Con la riforma della Cooperazione allo sviluppo “il governo ha voluto dare un’inversione di tendenza, non solo con una nuova struttura ma anche con l’aumento di risorse: 125 milioni in più quest’anno, 240 l’anno prossimo, 360 quello dopo ancora”. Lo ha detto il viceministro degli Esteri Mario Giro durante la presentazione del nuovo Sistema Italiano di Cooperazione allo Sviluppo. Giro spiega la “nuova architettura istituzionale” della Cooperazione, con “l’introduzione di vari pilastri: un viceministro che si occupa di Cooperazione, un aspetto politico rappresentato dalla Dgcs, una parte finanziaria, e cioè una nuova banca di sviluppo” creata nell’ambito di Cassa depositi e prestiti. Poi, continua il viceministro degli Esteri, “c’è l’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo che sarà il nostro braccio operativo in tutto il mondo, sia per quanto riguarda la cooperazione diretta che quella delegata, e per l’attuazione di partnership”. (Sip)