Dalle 3.36 di questa notte il centro Italia è stato interessato da forti scosse di terremoto, in provincia di Rieti e tra Umbria e Marche. E’ di 38 morti accertati il bilancio provvisorio fornito dalla Protezione civile. A fornire i dati in conferenza stampa Immacolata Postiglione, capo ufficio emergenze della Protezione civile: 28 nell’area laziale e 10 nell’area di Arquata nelle Marche. “Ci sono ancora persone sotto le macerie, disperse – spiega -, temiamo che il bilancio possa salire”. La scossa più forte, di magnitudo 6, è stata registrata alla 3.36, con epicentro tra le province di Rieti e Ascoli Piceno, a 2 chilometri da Accumoli (Rieti) e 10 da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) e Amatrice (Rieti). L’epicentro è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’Ingv ad una profondità di 4 km. Successivamente ci sono stati altri eventi sismici nell’area, con due scosse più forti di magnitudo 5.1 e 5.4 alle 04.32 e alle 04.33 rispettivamente, a 5 km da Norcia (PG). Diverse le repliche, anche di magnitudo superiore a 4. Danni gravissimi ad Amatrice (“Metà paese non c’è più”, ha detto il sindaco Sergio Pirozzi ai microfoni di Rainews) e ad Accumoli, nel reatino, e Pescara del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno.
MATTARELLA. “E’ un momento di dolore e di appello alla comune responsabilità. Tutto il Paese deve stringersi con solidarietà attorno alle popolazioni colpite. Il mio primo pensiero va alle tante vittime di questo devastante sisma che ha colpito una parte così ampia di territorio nazionale”: lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Voglio ringraziare le autorità locali, la protezione civile, i vigili del fuoco, le forze di polizia, le forze armate, i volontari – aggiunge, per l’impegno e la dedizione nell’opera di soccorso”. Il capo dello Stato sottolinea infine: “Nell’immediato occorre impegnare tutte le forze per salvare vite umane, curare i feriti e assicurare le migliori condizioni agli sfollati. Sarà subito dopo necessario un rapido sforzo corale per garantire la ricostruzione dei centri distrutti, la ripresa delle attività produttive e il recupero della normalità di vita”
(Red – 24 ago)