(31 agosto 2016) Affascinanti paesaggi archeologici egiziani e nuove scoperte ancora sconosciute al mondo scientifico e al grande pubblico. A raccontarli gli scatti della mostra “Archaeo Delta”. Negli spazi della Bibliotheca Alexandrina Conference Center (BACC), West Exhibition Hall, ad Alessandria in Egitto verrà infatti inaugurata giovedì 8 settembre (alle 18) la mostra fotografica “Archaeo Delta” che vede tra i curatori due docenti dell’Ateneo di Padova, Michele Asolati e Cristina Mondin. Il Centro degli Studi ellenistici – Bibliotheca Alexandrina in collaborazione con il Ministero delle Antichità egiziano, la Missione Archeologica Italiana in Beheria, l’Istituto Italiano di Cultura al Cairo – Ambasciata Italiana e l’Università di Padova hanno organizzato la mostra “Archaeo Delta” con lo scopo di documentare le indagini nel Delta del Nilo, non solo nei siti di Kom al-Ahmer e di Kom Wasit, ma anche in altre località dell’area e prossime al Delta. Le indagini archeologiche nell’area del Delta costituiscono una realtà recente rispetto alla tradizione dei grandi scavi nei siti di età faraonica della valle del Nilo. Questa nuova frontiera dell’archeologia egiziana sta riportando alle cronache un territorio pressoché inesplorato, ma che nell’antichità ebbe un ruolo vitale. Nell’area è attiva dal 2012 una Missione Archeologica italo-egiziana, cui partecipa dal 2014 l’Università di Padova sotto la supervisione del Prof. Michele Asolati e finanziata dal MAECI e dal Dipartimento dei Beni Culturali: Archeologia, Storia dell’Arte, del Cinema e della Musica dell’Ateneo patavino. La mostra rimarrà aperta fino al 30 settembre per poi spostarsi nella prossima primavera all’Ambasciata Italiana del Cairo e nell’autunno 2017 a Palazzo Liviano a Padova. I siti presentati nell’esposizione fotografica sono quelli di Kom al-Ahmer e Kom Wasit, Beheira, indagati dall’Università di Padova, Quesna – Sais – Mutubis, Kafr al-Shikh, Durham University – EES, Regno Unito, Tell Timai, Daqahlyia, Hawaii University, USA, Tell Murra, Sharqyia, Uniwersytet Jagielloński w Krakowie, Polonia, Athribis, Sohag, Universität Tübingen, Germania e Ministero delle Antichità egiziano, Demeit al-Sebba, Fayoum, Università del Salento. (red)