Ferrara, 22 gen – Sarà dedicata al massimo esponente del Cinquecento ferrarese la prima mostra che Ermitage Italia produrrà a Ferrara nell’aprile del 2008, negli affascinanti spazi del Castello estense. “Garofalo. Pittore della Ferrara estense”, in programma dal 5 aprile al 7 luglio prossimi, sarà un omaggio alla città emiliana scelta come sede del grande museo russo in Italia, inaugurato il 20 ottobre scorso alla presenza del presidente della Repubblica Napolitano, e al contempo un omaggio all’età rinascimentale, che ha visto Ferrara tra le principali capitali culturali d’Europa. In particolare i curatori dell’evento Tatiana Kustodieva e Mauro Lucco – che si sono avvalsi della collaborazione di Michele Danieli e del contributo dei direttori scientifici di Ermitage Italia, Irina Artemieva e Francesca Cappelletti, e del presidente del comitato scientifico della neonata Fondazione, Michail Piotrovsky, direttore generale dell’Ermitage di San Pietroburgo – hanno così inteso realizzare la prima grande mostra monografica dedicata a Benvenuto Tisi detto il Garofalo, il “Raffaello ferrarese”, secondo la definizione dei suoi contemporanei. E in tal senso una serie di prestiti superbi dai principali musei internazionali – tra cui la National Gallery di Londra, lo Staatliche Kunstsammlungen di Dresda, il Rijksmuseum di Amsterdam, il Museèe du Louvre di Parigi, il Kunstinstorisches Museum di Vienna, la Galleria Borghese e i Musei Capitolini di Roma, gli Uffizi di Firenze e il Museo di Capodimonte a Napoli – consentiranno di ricostruire la parabola artistica del grande pittore. Garofalo infatti non è stato ancora adeguatamente indagato in un’esposizione temporanea in Italia e, tuttavia, fu proprio questo artista, già definito “moderno” dal Vasari per la sua pittura e per il suo stile di vita, ad influenzare, per molti aspetti, il percorso seguito dalla scuola locale nella prima metà del Cinquecento. In particolare appartengono alle collezioni del Museo sulla Neva tre eccezionali dipinti, di grandi dimensioni, realizzati da Garofalo per il convento di San Bernardino negli anni 1530: “Le nozze di Cana”, la “Via Crucis” e una strabiliante “Allegoria del Vecchio e del Nuovo Testamento” di 3,18 x 2,57 metri.
(Cat)