(12 settembre 2016) Il Friuli Venezia Giulia scende in campo per la Libia. A favore del paese nord africano la Regione Friuli intende intervenire nei settori dell’agricoltura e sicurezza alimentare, dell’ambiente e del territorio, della sanità, del sostegno alle micro, piccole e medie imprese, della governance e della società civile, con particolare attenzione alle risorse idriche, alla valorizzazione del patrimonio culturale e alla formazione. La conferma arriva da Gorizia dove il presidente del Consiglio regionale Franco Iacop è intervenuto al convegno “Libia: Caos e opportunità. Il disastro del Paese e i problemi delle aziende italiane. Quale futuro?”. “Proprio nell’ambito della rinnovata PEV (Politica Europea di Vicinato), tra i cui Paesi partner figura appunto anche la Libia, la cooperazione euro-mediterranea può svolgere un ruolo importante per la crescita economica e la creazione di posti di lavoro” ha sottolineato Iacop. Il convegno – a partire dall’analisi della situazione economica prima del 2011, anno dell’uccisione del colonello Muammar Gheddafi – ha visto anche l’intervento del vicesindaco di Tripoli Ibrahim Arebi, che ha parlato di come dalla capitale possano venire opportunità e idee per il futuro politico ed economico della Libia. Da parte del Comitato europeo delle Regioni, rappresentato attraverso l’intervento di Filippo Terruso, è stata illustrata l’iniziativa “Nicosia di ARLEM”, ovvero il sostegno ai comuni libici e la potenziale forza di stabilizzazione in Libia, mentre dal presidente della Camera di Commercio Italo Libica Gian Franco Damiano è stato fatto il punto sul ruolo strategico delle aziende italiane per il futuro della Libia. In questo quadro Iacop, anche membro del Comitato europeo delle Regioni, ha parlato dei punti di eccellenza del Friuli Venezia Giulia quale contributo per la futura Libia. “Lo strumento europeo di vicinato (Eeuropean Neighbourhood Instrument – ENI) finanzia le attività dell’Ue per aiutare i Paesi partner della PEV” ha spiegato Iacop ricordando anche la pluriennale esperienza dell’Ue nella gestione dei gruppi europei di cooperazione territoriale (Gect) a cui possono partecipare enti di Stati non appartenenti all’Ue. Ed anche l’Unione per il Mediterraneo (UpM) ha messo in atto progetti mirati. Nello stesso senso, la Regione Friuli Venezia Giulia punta a favorire intese con partner istituzionali regionali e locali per intensificare le attività di cooperazione e partenariato, e coinvolgendo in un impegno organico e prolungato tutti gli attori delle rispettive comunità locali contribuisce allo sviluppo territoriale. (red)