(14 settembre 2016) “Sono molto grata all’Università di Milano-Bicocca per aver accolto alcuni degli studenti più svantaggiati al mondo, vittime di genocidio. Questo significa molto per tutti noi”. Lo ha scritto su Twitter Nadia Murad Basee Taha. Nadia è una giovane donna Yazida di 23 anni: è riuscita a sopravvivere alle violenze dell’ISIS dopo essere stata rapita e venduta a gruppi di miliziani nel 2014. Da allora ha deciso di fare del suo trauma una forza: la sua missione consiste nel denunciare alle Nazioni Unite, alla Corte Penale Internazionale e all’opinione pubblica mondiale il genocidio degli Yazidi e i crimini contro l’umanità. La giovane attivista ha accolto con entusiasmo l’iniziativa dell’ateneo lombardo: l’Università di Milano-Bicocca ha infatti deciso di accogliere fra i propri studenti dieci giovani di religione Yazida per consentire loro di riprendere gli studi interrotti a causa dei conflitti armati e delle occupazioni nell’area mediorientale. L’Ateneo ha accolto la richiesta d’aiuto lanciata dall’associazione Yazda in occasione dell’incontro con Nadia Murad, il 4 maggio in Aula magna, che aveva evidenziato la dura realtà con cui i giovani Yazidi si confrontano quotidianamente. L’Università di Milano-Bicocca, traducendo in pratica una presa di posizione contro ogni forma di discriminazione, ha deliberato di ospitare i dieci studenti per dar loro la possibilità di riprendere gli studi. Alcuni avevano interrotto un corso di laurea magistrale, mentre altri iniziano adesso il triennio: l’Ateneo si farà carico del pagamento del vitto, dell’alloggio e delle rette dei corsi di studio. I dieci studenti Yazidi frequenteranno corsi di italiano e potranno iscriversi a corsi di laurea che non prevedono un accesso a numero programmato gestito a livello nazionale (ad esempio Medicina e Chirurgia). Tuttavia, quelli tra loro che fossero interessati a frequentare corsi come Medicina e Odontoiatria potranno comunque seguire quest’anno i singoli insegnamenti e sostenere i test d’accesso l’anno prossimo, con la possibilità, nel caso li superassero, di vedersi riconosciuti i crediti formativi già maturati. (PO /red)