Roma, 20 set – La deadline è già fissata 25 marzo 2017, 60 anni dalla firma dei Trattati di Roma. “Se lì riusciremo a dare una nuova visione, bene. Altrimenti quel giorno rappresenterà l’inizio della disintegrazione” afferma il sottosegretario agli Affari europei, Sandro Gozi, in una intervista ad Avvenire. E sottolinea: “Continuo a leggere che l’Italia fa ‘baccano’ per lo 0,1 per cento di flessibilità in più o in meno. Sciocchezze. Noi stiamo ponendo il problema del futuro dell’Europa. Lo facciamo per la nostra tradizione europeista e per onorare il grande contributo all’Ue di italiani come Carlo Azeglio Ciampi. Se da qui al 25 marzo non avremo una vera strategia su crescita, sicurezza e immigrazione possiamo chiudere la baracca. Lo status quo è la premessa dello smembramento”.