Roma, 20 set – “Oggi i corsi degli Istituti italiani di cultura sono rivolti a stranieri che vogliono apprendere l’italiano sia per motivi di lavoro che per interesse culturale, al contrario di quanto succedeva nell’immediato dopoguerra quando erano rivolti essenzialmente a italiani emigranti. Ma l’Italia è chiamata a sviluppare l’insegnamento linguistico anche verso l’immigrazione in entrata, affinché l’integrazione non sia solo superficiale: allo stesso modo è necessari che i destinatari abbiano un atteggiamento positivo, di non chiusura verso il paese in cui vanno a stabilirsi”. Lo ha detto il presidente della commissione nazionale dell’Unesco Franco Bernabè nel corso della indagine conoscitiva sullo stato di diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo: audizione di rappresentanti della Commissione nazionale italiana per l’Unesco presso il comitato per le questioni degli italiani all’estero e la commissione cultura del Senato.