Roma, 22 set – “Deludente il discorso del Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Ad oggi nulla è stato fatto per contrastare, in modo concreto, le difficoltà che continuano a minare gli equilibri, già precari, dell’UE. La crisi, non solo economica, persiste”. Così Stefano Cetica, rappresentante dell’Ugl al Cese, in merito all’intervento di Juncker alla plenaria del Comitato economico e sociale a Bruxelles. “Per il Presidente della Commissione Europea, infatti, il patto di stabilità non è affatto insensato come sosteneva Prodi ma ‘funziona’ e la prova è legata alle statistiche sull’occupazione che il presidente della Commissione usa come il famoso ‘pollo di Trilussa’’, incurante della crisi che attanaglia i Paesi che affacciano sul Mediterraneo, a partire dall’Italia”. “Juncker ha ribadito che, senza la sua interpretazione del patto di stabilità, l’Italia non avrebbe potuto spendere 90 miliardi in più e il nostro è l’unico Paese che si avvale della clausola per gli investimenti”. In merito poi al dramma legato ai migranti e ai rifugiati, cuore dell’intervento di Juncker, Cetica ha precisato: “La risposta del Presidente non è stata, come era lecito attendersi, un maggior contributo economico per questo peso, ma la richiesta di un maggiore quanto impossibile controllo dei confini. In questo senso Juncker ha persino ricordato che il primo a chiederlo fu il Commissario Frattini nel 2007 la cui proposta, però, venne sonoramente bocciata dal Consiglio”.
(Sis)