Sydney, 30 set – Cieli, nuvole, angeli, e paesaggi terreni, resi eterei dalla distanza che dall’aereo permette di guardare alle cose mondane con distacco pacificatore. La sequenza di immagini che Piero Addis presenta nella sua mostra Blue codes blue, curata da David Galloway, è una selezione, rivisitata in blu appositamente per Sydney, di opere facenti parte originariamente di una mostra Blue codes, costruita sulla manipolazione di fotografie scattate dall’artista durante i suoi frequenti voli, su cui vengono sovrapposte figure tratte dagli affreschi più famosi del Tiepolo. La mostra verrà inaugurata all’Istituto italiano di cultura di Sydney il 6 ottobre. I dieci lavori, stampati gicleé e foderati su lino, rappresentano una sorta di rococò digitale moderno ma profondamente radicato nella tradizione estetica. Il titolo “blue codes” (codici blu) si riferisce a voli che l’artista ha fatto in questi ultimi anni: “LH3959” per un viaggio da Milano a Francoforte, “AF511” per Damasco-Parigi, o “SU279” per Mosca-Milano, per esempio. Durante questi voli l’artista ha fotografato il cielo visto dal finestrino dell’aereo, raccogliendo materiale visivo che in seguito ha fuso con scene “celesti” dei dipinti di Tiepolo. I “codici blu” si possono ritrovare nella tradizione dei taccuini su cui gli artisti viaggiatori hanno registrato le loro impressioni nel corso dei secoli. (Red)