New York, 3 Ott – Piccolo miracolo nel campo profughi di Za’atari, in Giordania, dove la spin-off umanitaria di un’azienda italiana ha realizzato in tempi record una scuola riutilizzabile per 120 bambini. Il progetto RE:BUILD, è protagonista di “Insecurities“, la prima mostra sull’architettura del “displacement” inaugurata al MoMA di New York mentre il mondo commemora la tragedia dei morti del 3 ottobre a Lampedusa. La scuola è stata realizzata dalla Pilosio Building Peace, costola umanitaria della Pilosio Spa, una azienda di costruzioni di Tavagnacco, in provincia di Udine, che dagli anni Sessanta è leader nella produzione di impalcature. Sotto la guida dell’architetto Cameron Sinclair, il fondatore di Architecture for Humanity, e in partnership con Save the Children Jordan, Relief International e la Jordan Hashemite Charity Organization, la fondazione guidata da Luca Drigani ha finora completato due progetti pilota in Giordania: oltre alla scuola riutilizzabile per i bimbi profughi di Za’atari, un’altra nel Queen Rania Park di Amman, mentre altre iniziative sono in avanzato stadio di realizzazione in Giordania e Somalia. (Gnk)