(10 ottobre 2016) Fare il punto sugli sforzi in atto in Tanzania per combattere la malnutrizione, una delle piaghe più gravi che affligge la popolazione locale, e proporre una nuova strategia integrata. È stato questo l’obiettivo del meeting “The Next Generation Program: Local Experiences, Global Impact”, organizzato dall’organizzazione italiana Medici con l’Africa Cuamm e tenutosi nei giorni scorsi all’Ambasciata d’Italia in Tanzania. Organizzato dal Cuamm e dall’Ambasciata italiana in collaborazione con l’Ambasciata britannica in Tanzania, il meeting ha visto la partecipazione di Assery Obey in rappresentanza del primo ministro della Tanzania, insieme all’Ambasciatore italiano Roberto Mengoni, all’Ambasciatrice britannica Sarah Cooke e ai rappresentanti delle autorità nazionali e locali, nonché di altre organizzazioni impegnate nella lotta alla malnutrizione. Il progetto di Medici con l’Africa Cuamm, lavorando all’interno del sistema sanitario tanzano con il supporto di Children’s Investment Fund Foundation (CIFF), mira a identificare e curare i bambini malnutriti puntando sulla lotta simultanea alla malnutrizione cronica e a quella acuta severa, con l’obiettivo di dimostrare che si possono ottenere migliori risultati a costi più bassi. Il progetto di Medici con l’Africa Cuamm, lanciato a dicembre 2015, entro la fine del 2019 punta a ridurre del 17% i casi di malnutrizione cronica e di trattare oltre 16.000 casi di bambini affetti da malnutrizione acuta nelle regioni di Simiyu e Ruvuma. Saranno quasi 310.500 le donne incinte e in allattamento raggiunte dai controlli e più di 232.000 bambini al di sotto dei due anni, insieme a 7.600 bambini sotto i 5 anni. (Red)