Roma, 29 gen – Il tema della giustizia ha interessato otto interventi, la maggior parte dei quali rivolti a cittadini italiani detenuti all’estero (si ricorda in tal senso il caso di Simone Righi in Spagna). Diversi anche gli interventi indirizzati a denunciare le insufficienti risorse destinate alla rete consolare. In generale i riferimenti alle rappresentanze diplomatiche italiane all’estero sono state il dodici per cento del totale. Il resto delle attività dei parlamentari eletti all’estero, che nel bilancio della Uim va sotto il nome di altro e che riguarda il diciassette per cento del totale, fa riferimento ai collegamenti tra Paesi, in particolare con Germania e Svizzera che costituiscono gli stati più vicini geograficamente e con maggiore densità di cittadini italiani; al Made in Italy; all’assistenza sociale, al diritto alla salute, ai contributi per la formazione professionale e per il ritorno in patria. L’ultimo dato degno di nota è quello riferito alla distribuzione geografica dell’attività parlamentare: il quarantadue per cento ha interessato tutta la comunità di italiani nel mondo, il quaranta per cento quelli residenti nei paesi dell’Europa e il quindici per cento i connazionali che vivono in America Settentrionale, Centrale e del Sud.
(Sis)