Roma, 11 ott – Risale a circa 14mila anni fa l’ultima grande fusione della calotta glaciale artica che ha causato l’immissione negli oceani di grandi volumi di acque fredde e dolci, alterando la circolazione oceanica e innescando uno sconvolgimento climatico e ambientale fino alle zone tropicali. La conferma arriva dalle ricerche nell’ambito del Progetto ARCA (ARctic: present Climatic change and pAst extreme events), i cui risultati sono stati presentati oggi presso la sede del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Il progetto, finanziato dal ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, ha visto impegnati il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), in qualità di coordinatore, l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) con l’obbiettivo di comprendere meglio i meccanismi che regolano la fusione della calotta polare artica e il flusso di acqua di fusione glaciale negli oceani, quali importanti fattori capaci di forzare i cambiamenti climatici.