(17 ottobre 2016) Quasi 200 aziende, 63.500 addetti (90% laureati o diplomati), 6.100 ricercatori, 2,6 miliardi di investimenti nel 2015 (1,4 in R&S e 1,2 in produzione). E poi 30 miliardi di euro di produzione, il 73% destinato all’export. Questi sono i risultati delle imprese del farmaco nel nostro Paese. I dati sono stati presentati nei giorni scorsi nel corso del roadshow di Farmindustria “Innovazione e Produzione di Valore. L’industria del farmaco: un patrimonio che l’Italia non può perdere” presso lo stabilimento di Bidachem Boehringer di Fornovo San Giovanni (BG), dove si è svolto un focus sulle eccellenze farmaceutiche della Regione. Numeri che hanno portato l’Italia al secondo posto – con l’ambizione di diventare prima – in Europa, dietro la sola Germania, per valore assoluto della produzione ma al primo per produzione procapite. L’industria tricolore vanta eccellenze nel biotech, negli emoderivati, nei vaccini, nei farmaci per malattie rare e nelle terapie avanzate (3 su 6 approvate in Europa sono nate dalla Ricerca in Italia). È all’avanguardia e proiettata al futuro. Come dimostrano le tecnologie di industria 4.0 usate nei processi e nella cura delle malattie e i 700 milioni di euro investiti in studi clinici, presso le strutture del Servizio Sanitario Nazionale. Risultati che fanno ben sperare in vista dello “tsunami buono” che sta per arrivare: i 7.000 farmaci in sviluppo nel mondo avranno un ruolo fondamentale nella cura di diverse patologie, anche nella medicina di genere. (Red)