Firenze, 17 ott – “Abbiamo cercato in questi anni di valorizzare sempre più l’attività dei dirigenti scolastici
all’estero che coordinano la qualità dell’insegnamento” nonostante il numero dei docenti dall’Italia sia
“diminuito del 40%”. Così Cristina Ravaglia, direttore generale per gli Italiani all’estero e le politiche
migratorie del ministero degli Affari esteri, intervenendo alla seconda giornata di lavori degli Stati generali
della lingua italiana nel mondo, in corso a Firenze. “Abbiamo fatto in modo – continua Ravalia – che
partissero più dirigenti scolastici senza aumento di spesa” è si è puntato anche sulla “formazione dei
docenti locali”. Perchè, sottolinea il direttore generale per gli Italiani all’estero e le politiche migratorie del
Maeci, “se si deve insegnare italiano lo si deve parlare bene e conoscere i metodi migliori per insegnarlo
bene”. Due le iniziative sulle quali Ravaglia si è soffermata: una, “partita per la prima volta quest’anno
insieme al Conorzio ICoN” indirizzata alla realizzazione di “corsi online che gli enti gestori possono far
frequentare ai propri docenti locali”. E poi “un progetto pilota, nato nel 2013, insieme all’università per
stranieri di Siena, Perugia e l’ateneo di Roma Tre, per fare in modo che i laureati in insegnamento di
italiano come lingua seconda potessero andare all’estero e ottenere un duplice risultato”. Da una parte,
spiega Ravaglia, “applicare sul campo quello che avevano imparato all’università” e dall’altra, “per i docenti
assunti localmente, confrontarsi con tecniche innovative per migliorare l’insegnamento”. (PO / Sip